1 Maggio 1994: ventun’ anni fa la morte di Ayrton Senna

Ayrton Senna (sportskeeda.com)
Ayrton Senna (sportskeeda.com)

Il 1 Maggio è una data stampata nella memoria di tutti gli appassionati di motori. Non per una grande vittoria o uno spettacolare sorpasso ma perché tristemente legata ad uno più tragici eventi della storia della Formula 1.

In quella maledetta domenica di esattamente ventun’ anni fa Ayrton Senna perse la vita sul circuito di Imola.

Sono le 14.17 quando il campione brasiliano si appresta ad affrontare la curva del Tamburello per la sesta volta. Qualcosa, però, va storto. La sua Williams, lanciata alla massima velocità, è fuori controllo e sbatte contro il muro di cemento. L’ impatto è così violento che fa rimbalzare la vettura, ormai accartocciata su se stessa, verso la pista.

Le riprese aeree dell’ elicottero sono impietose. Senna non da cenni di vita, la sua testa piegata su un lato, immobile. Il pilota viene estratto a fatica dall’abitacolo e trasportato all’ Ospedale di Bologna, dove i medici tentano delle cure disperate.

La notizia fa subito il giro del mondo, tiene tutti con il fiato sospeso. Ma, ormai, non c’è più nulla da fare. Alle 18.40 arriva la conferma del decesso di Ayrton Senna. La sua morte causata dall’ urto con un oggetto acuminato, probabilmente un pezzo della sospensione anteriore, sbalzato dall’impatto all’ interno dell’abitacolo.

Si chiuse così, nel modo peggiore, un’era segnata da tre titoli mondiali (1988, 1990, 1991), 41 vittorie e 65 pole position. Numeri mostruosi, specialmente se consideriamo la qualità del parterre di avversari. Fenomeni come Nelson Piquet, Nigel Mansell e Alain Prost, il “Professore”, compagno di squadra e rivale di sempre. Proprio con il francese Senna aveva ingaggiato duelli leggendari come quello del GP di Giappone dell ’89, quando i due si scambiarono colpi al limite del regolamento per aggiudicarsi la vittoria.

Alla McLaren Senna visse i momenti migliori della propria carriera prima del passaggio alla Williams nel ’94. I problemi erano notevoli. Una monoposto poco competitiva e la scena che ormai stava per essere dominata dall’ astro nascente della Formula 1, un certo Michael Schumacher.

Il tedesco si era aggiudicato le prime due gare della stagione e si presentava ad Imola in grande spolvero.

Sappiamo però come andò a finire quel weekend, già nato sotto una cattiva stella. Il giorno prima della morte del brasiliano, infatti, un’ altro giovane pilota aveva perso la vita sull’ asfalto sanmarinese. Si trattava dell’ austriaco Roland Ratzenberger e Senna, l’amaro destino vuole, si era portato nell’abitacolo la bandiera biancorossa per commemorarlo in caso di vittoria.

Una bandiera che purtroppo non vedrà mai la linea del traguardo.

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