70 anni di Orione!

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Lontano dalla bolla dorata in cui galleggiano i vertici del calcio la vita delle società dilettantistiche non è certo facile: negli ultimi anni, complice anche l’inoppugnabile calo demografico, tantissime squadre di Milano e dintorni hanno chiuso i battenti o si sono fuse per sopravvivere. Un’eccezione virtuosa è sicuramente rappresentata dall’U.S. Orione, realtà in costante crescita che proprio quest’anno raggiunge il prestigioso traguardo dei 70 anni di vita.

Il sodalizio di via Strozzi (zona Bande Nere) è cresciuto nel corso dei decenni insieme al suo quartiere: l’oratorio Don Orione è stato fondato nei primissimi anni ’40, ricavato a fianco della Cascina Restocco. Si trattava di aperta campagna, ma negli anni della guerra la vicinanza a una fabbrica di ordigni bellici rese la zona un obiettivo militare. Prima il bombardamento del ’43, poi la mancanza di fondi ritardarono la costruzione di chiesa e cottolengo, con il secondo ultimato in concomitanza dell’avvio ufficiale delle attività calcistiche. La squadra fu fondata da Don Ignazio, prete parrocchiale e figura centrale della comunità fino al 50° dalla fondazione e oltre. Dopo i primi anni fra Centro Sportivo Ambrosiano (poi C.S.I), fin dagli anni ’50 l’Orione si è affiliato alla F.I.G.C., mantenendo però un’attenzione elevatissima sul lato educativo dell’attività sportiva e cercando sempre di evitare un agonismo troppo esasperato. I passi in avanti più evidenti sono stati fatti negli ultimi vent’anni: il miglioramento delle strutture e il perfezionamento dell’organizzazione hanno portato in dote risultati sportivi e vittorie sempre più frequenti. In quest’ottica il primo passo è stato compiuto all’inizio del millennio, quando sotto la presidenza di Leonardo Castiglioni i vecchi e angusti stanzini in cui ci si cambiava sono stati sostituiti da spogliatoi veri e propri. La svolta è ancora più recente: nell’estate del 2013, dietro iniziativa del compianto Carlo Cuomo, il vecchio campo di terra e sassi è andato in pensione per far spazio a un prato sintetico di ultima generazione. Da quel momento la società, già solida, è letteralmente esplosa, riuscendo a far combaciare la volontà di ridurre al minimo la selezione degli atleti con risultati mai raggiunti prima: nella scorsa stagione sportiva sono arrivate le qualificazioni a due categorie giovanili regionali e la promozione in seconda categoria della prima squadra.

Ma al di là dei risultati ciò che rende speciale l’Orione è l’aria famigliare che lo continua a circondare. Non è certo un caso se la stragrande maggioranza dei ragazzi delle squadre più “vecchie” sono nati e cresciuti nelle fila biancazzurre, quasi a ricordare il modello dell’Athletic Bilbao, squadra che per scelta schiera solo atleti baschi e che quindi si ritrova a dover crescere i propri giocatori più che ad acquistarne a peso d’oro in sede di calcio mercato. Certo, capita che i ragazzi più dotati decidano di cercare fortuna in squadre più importanti dell’Orione, ma buona parte di loro finisce prima o poi per tornare a casa. Nella vera e propria comunità di allenatori e dirigenti non è raro trovarsi di fronte a militanze pluridecennali. Ci sono persone che sono entrate in società a malapena adulte e che non ne sono ancora uscite, come l’ex presidente Castiglioni, oppure che sono state fermate solo dalla morte, come Camillo Farioli. Camillo, con oltre mezzo secolo di militanza, era l’anima dell’Orione e nel corso dei decenni aveva ricoperto i ruoli più svariati, dal campo (giocatore e allenatore) alla scrivania. Era il burbero per eccellenza, sempre pronto a borbottare e a sgridare tutti, ma alla fine delle sue sfuriate un sorriso non mancava mai. Negli ultimi anni verso aprile cominciava a dire di essere stanco e di non voler ricominciare la stagione successiva, poi puntuale come un orologio svizzero si ripresentava a fine agosto per riprendere l’attività. Se n’è andato una notte di fine gennaio, dopo che tornando a casa il giorno prima aveva salutato tutti con il solito “Signori, io vado, a domani!”. Il suo funerale è stato allo stesso tempo un momento fra i più tristi della storia orionina e una grandissima occasione per capire ancora una volta quanto sia emozionante e importante far parte di una vera e propria comunità sportiva.

Il tutto in un contesto che aborrisce per statuto lo scopo di lucro e che fa del volontariato la base della sua attività. Avanti così fino ai Cent’anni e oltre!

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