Al calcio manca la passione

crespo
Hernan Crespo (calcioweb.eu)

Un’intervista di certo non banale, quella di Hernan Crespo, che ha incontrato gli studenti dell’Università Cattolica, grazie all’Almed, in collaborazione con Fox Sports, in cui racconta il calcio di oggi.

Durante la giornata, ha raccontato la sua infanzia in Argentina, e ha poi parlato di quella che è l’Italia di oggi, il paese dove ha deciso di vivere, dopo aver “Attaccato le scarpe al chiodo”.

Il suo sport, il calcio, continua ad essere la sua passione, infatti, continua a viverlo come commentatore, quello che è cambiato e che gli piace meno sono i calciatori: “L’ultimo anno in cui sono andato in ritiro con il Parma mi si è avvicinato un calciatore del settore giovanile. Speravo mi chiedesse qualche consiglio, mi ha chiesto, invece, dove avevo comprato l’orologio che portavo al polso. Ci sono rimasto male. Quelli della mia generazione volevano fare i calciatori. Ora invece pensano solo alle belle macchine, alle donne, agli orologi”.

Qualcosa è cambiato nel modo di vivere lo sport, forse non c’è più quella passione per il calcio che muoveva i giocatori di prima, oggi si pensa solo al lato economico del gioco, e non alla soddisfazione e a fare sempre del proprio meglio. Si è perso il lato vero e speciale dello sport.

Crespo sottolinea anche la diversità tra culture sportive: “C’è una differenza economica, ma il problema non è solo quello. In Italia c’è una confusione di ruoli assurda: i dirigenti fanno i tifosi, i calciatori parlano di mercato e i tifosi si vogliono sostituire ai dirigenti”. Insomma, sembra proprio che manchi qualcosa al nostro calcio e a mancare è la parte migliore.

E a dirlo è un grande giocatore che il calcio lo conosce bene, ha iniziato ad amarlo fin da piccolo e non ha più smesso, sostenendo sempre il suo sport, le squadre, anche nei momenti difficili.

Ed è proprio per questo amore, che nelle sue parole c’è amarezza e malinconia per uno sport che una volta era più sano, era giocato per passione e non per il guadagno che se ne trae.

                                                                 Gaia Golfieri per Ment&Sport

 

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