Al di là del Sogno. La straordinaria favola del Calais

Lo sport alcune volte sa regalare delle emozioni indescrivibili, ci mette in contatto con la parte più irrazionale del nostro spirito e ci fa tremare, gridare di gioia, ci permette di sognare.
Ci sono state partite, gare, manifestazioni di vario genere che sono entrate nella leggenda; sono quelle cose che racconteremo ai nipoti con l’immancabile nostalgia e la lacrima abbondante: “sai, io ero a Madrid quando l’Inter vinse il Triplete!”, “ho visto correre Valentino Rossi” e così via.
Ma oltre tutto questo, oltre gli dèi sportivi e le partite da infarto c’è la favola del Calais.
Quello che questa squadra di quarta divisione francese ha realizzato a cavallo del nuovo millennio rappresenta la prova inconfutabile che chiunque ci sia lassù, di certo ha un senso dell’umorismo pazzesco.
Questa squadra dilettantistica scese in campo il 7 Maggio 2000 contro l’FC Nantes per la finale della Coppa di Lega francese. E perse.
La sua vicenda ha dello straordinario, sembra la sceneggiatura di un film americano come tanti altri: il classico film sullo sport. La storia del Calais però non ha un lieto fine, non nel senso al quale siamo abituati noi comunque.
Il Calais non è nemmeno la squadra di calcio alla quale siamo abituati: è composta di operai, magazzinieri e impiegati di svariata natura. Insomma un gruppo di amici che si ritrova a giocare insieme, forse poco di più. Gente come noi. La straordinaria meraviglia di questa storia è che il Calais non aveva fuoriclasse in rosa, aveva gente normale. Forse il segreto è tutto qui, che preoccupazioni calcistiche può avere un operaio che il giorno dopo deve svegliarsi alle 6 del mattino? Gioca e basta! E infatti, il Calais giocava e basta, con quella leggerezza

tipica da chi non è un fenomeno e gioca a calcio per assoluta passione.
La coppa di Francia è una competizione alla quale si possono iscrivere tutte le squadre, anche quelle dilettanti. Superando una sequela praticamente infinita di turni preliminari, si può arrivare a giocare una partita contro una squadra di Prima o Seconda divisione. Un sogno pazzesco!
Questa probabilmente era l’intenzione del Calais, fare qualche partita e chissà, magari riuscire ad andare a giocare un po’ più lontano da casa rispetto al solito, la classica gitarella fuori porta.
Le cose non andarono proprio così.
Inizia eliminando squadre da nomi improbabili e improponibili: Campagne-lès-Hesdin, Saint-Nicolas-les-Arras, Marly-lès-Valenciennes, Béthun. Bazzeccole.
All’ottavo turno preliminare sbaraglia una squadra della stessa serie e vola ai trentaduesimi, dove i giochi iniziano a farsi seri: entrano in campo i professionisti.
Non che qualcuno del Calais coltivi speranze di vittoria finale, sarebbe come comporre un numero e sperare che risponda Scarlett Johansonn (“non succederà mai però se succede…”).
Però si sa, finchè si è in ballo bisogna ballare e il Calais si trovò a farlo con il Lille (Ligue 2).
La logica direbbe che si era arrivati al capolinea, era giunta la mezzanotte e Cenerentola doveva tornare a casa. Ma per il Calais 2+2 fa 7 e pareggia l’1-0 a pochi minuti dalla fine dei 90′ regolamentari e vince ai calci di rigore senza commettere errori: è il delirio collettivo. In perfetto stile americano.
Poi entra in campo anche la fortuna, perchè il turno successivo offre come avversario un’altra squadra di quarta divisione; che viene liquidata con un secchissimo 3-0.
Ottavi di finale. Siamo già nella follia più pura: il Calais più altre 15 squadre dell’elite del calcio francese. Ma il fato non ha ancora finito di muovere i dadi.
Gli avversari? Ancora una volta dei professionisti, il Cannes che milita in Ligue 2 ma che, ancora una volta, può vantare un abisso di differenza tecnica e preparazione tattica nei confronti dei rivali. Ma i canarini, oramai, non capiscono più cosa sia realtà e cosa fantasia.
Il Cannes si porta in vantaggio (ma comunque solamente ai supplementari!) a 5 minuti dal fischio finale: i giochi sembrano nuovamente fatti. Ma i giocatori del Calais hanno smesso di pensare già da qualche partita, giocano semplicemente. Non gliel’ha detto nessuno che non possono passare il turno e di conseguenza pareggiano a due secondi dalla fine, come se questa storia abbia un imperativo morale da assolvere: il Calais deve passare. Ed è tra le 8 migliori squadre di Francia.
I quarti sono un altro scherzo del destino: toccherà allo Strasburgo, con in porta un certo Chilavert. Forse anche i giocatori dello Strasburgo sapevano che alla fine avrebbero perso, come se fosse stato giusto così. Non che abbiano perso di proposito sia chiaro, però a volte il destino decide per te e tu non puoi opporti al flusso delle cose, semplicemente accadono. Così accade che la partita finisce 2-1 per il Calais, che vola, inspiegabilmente, irrazionalmente, inesplicabilmente alle semifinali. La Francia è letteralmente impazzita. Tutti tifano Calais, com’è giusto che sia: nello sport abbiamo sempre l’indole a tifare lo sfavorito di turno. Loro erano gli Sfavoritissimi.
Non c’è nemmeno bisogno di dire chi vinse la semifinale fra Calais e Bordeaux.
In Francia sono tutti ammutoliti. Una squadra di dilettanti si gioca la coppa nazionale contro il Nantes.
Un paese in fermento, ognuno trova in sé le proprie motivazioni per tifare quell’incredibile squadra di giocatori scarsi uniti insieme dalla passione.
Sarebbe stato tutto troppo perfetto, anzi, scontato se alla fine il Calais avesse vinto il trofeo. E infatti l’ironia universale trova la sua massima manifestazione quella sera del 7 maggio 2000.
Il Calais passa in vantaggio e il primo tempo si chiude 1-0.
Forse la disgrazia è stata lì. Perchè a fine primo tempo c’è il momento per pensare, e i giocatori del Calais avranno pensato alle cose più disparate, all’assurdità della situazione, all sogno pazzesco, ai 45 minuti alla gloria sportiva eterna.
Ma il Fato ha finito di giocare, si è divertito abbastanza: le cose devono tornare alla normalità.
Al rientro il sogno è finito. I giocatori si sono convinti che era tutto troppo bello per essere vero e perdono (tra l’altro con un rigore dubbio).
Ma non sarebbe potuta andare diversamente. una squadra di dilettanti può vincere la coppa di Francia? è impossibile, è assurdo, è illogico, è uno scherzo.
infatti sono arrivati in finale…poi hanno perso.

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