Allenare la mente, perchè? Spunti dal primo incontro de “I lunedì di Psico&Sport”

Perché allenare la mente? Questa domanda ce la siamo fatta in molti, e in moltissimi ce l’hanno chiesto: perché impegnarsi nell’allenare la componente mentale? Cosa significa? Che vantaggi può darci? Ieri, durante il primo incontro de “I lunedì di Psico&Sport” organizzati dal Gruppo di Lavoro di Psicologia dello Sport del CONI Lombardia e dalla Scuola Regionale dello Sport dello stesso CONI, ne abbiamo parlato. I relatori si sono alternati presentando i pregiudizi ed i falsi miti legati alla psicologia dello sport, analizzando tutti i possibili destinatari degli interventi, confrontandosi con il pubblico e con i testimonial presenti ed, infine, presentando alcuni strumenti tipici della disciplina, fornendone un assaggio “pratico” alla sala.

Ma andiamo con ordine. In quanto primo incontro di un ciclo lungo 9 appuntamenti, abbiamo avuto la fortuna di assistere all’introduzione del Presidente del CONI Lombardia, Pierluigi Marzorati. Al di là di un intervento ricco di spunti ed aneddoti interessanti, vogliamo sottolineare una frase che risulterebbe interessante se detta da chiunque, figuriamoci se pronunciata dal Presidente del CONI Lombardia, nonché ex atleta di livello: La mente può fare più del fisico“. Cosa significa? Significa che la componente mentale non è più sottovalutata e, se allenata adeguatamente, può portare ad ottenere ottime prestazioni e grandi risultati sportivi. In seguito all’intervento del Presidente, il professor Antonio Daino ha fornito foto 2 (2)una chiara ed eloquente spiegazione di come la psicologia dello sport si stia evolvendo, sottolineando un termine chiave: la curiosità. La curiosità di approfondire, sperimentare, andare oltre…la curiosità che dovrebbe spingere qualsiasi professionista, sia esso sportivo o meno.

Una volta terminato, sotto la saggia ed esperta guida della dott.ssa Adriana Lombardi, sono stati presentati i principali pregiudizi riguardo la psicologia dello sport. La dott.ssa Elisa Morosi, anche con l’aiuto dell’allenatore della Nazionale di Canoa e Kayak Ezio Caldognetto, è stata efficace nel portare il pubblico a riflettere su di essi ed a metterli in discussione, cercando di gettare le basi per nuovi punti di vista.

foto 4A questo punto, è toccato a Daniele Gilardoni, 11 volte campione del Mondo di Canottaggio, rispondere alla domanda “quanto conta la testa nello sport”. L’atleta, con l’aiuto del dott. Matteo Vagli, ha evidenziato uno ad uno tutti i termini chiave della psicologia dello sport (motivazione, concentrazione, determinazione, visualizzazione, rilassamento, obiettivi, etc.), sottolineando in particolare come sia fondamentale dare un qualcosa in più, andare oltre i propri limiti per ottenere il massimo da se stessi.

Terminato l’intervento, è toccato alla dott.ssa Maria Chiara Crippa ed alla dott.ssa Caterina Simoncelli mostrare alcuni strumenti dal punto di vista pratico. Il pubblico è stato portato quindi a ragionare ed a lavorare sul proprio linguaggio interno (self talk) e sulla propria capacità immaginativa. Imparare a modificare i propri pensieri, sostituendo il negativo con il positivo, è il primo step necessario per ottenere una mentalità vincente. Inoltre, tecniche foto 1come la visualizzazione permettono di superare l’ansia da prestazione ed ottenere un miglioramento nella performance. È proprio su quest’ultimo aspetto che ci vogliamo soffermare. Allenare la mente significa lavorare per potenziare la performance sportiva. Così come si allenano la componente fisica, tecnica e tattica, si può allenare anche quella mentale. Credere che la psicologia dello sport non sia funzionale alla performance è come credere che una preparazione fisica non serva per allenare i propri muscoli. Allenare la mente significa lavorare per il potenziamento della performance sportiva, l’abbiamo più volte sottolineato e siamo certi che, dopo la serata di ieri sera, molti utenti del mondo dello sport (allenatori, atleti, dirigenti, etc.) abbiano cominciato a cambiare il proprio punto di vista.

Ci auguriamo perciò che questo primo incontro, efficacemente organizzato dal Gruppo di Lavoro di Psicologia e Sport e gestito dalle persone sopra citate e dalla dott.ssa Marianna Gesmundo, possa essere il primo passo verso una sempre maggior consapevolezza delle potenzialità della psicologia dello sport.

Ment&Sport

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