(fonte immagine: https://www.oasport.it/2019/06/live-italia-brasile-calcio-femminile-mondiali-2019-in-diretta-le-azzurre-si-giocano-il-primato-nel-girone/)

 

Con la manita rifilata alla Giamaica, l’Italia aveva raggiunto con una giornata d’anticipo l’obiettivo fissato dalla CT Milena Bertolini all’inizio dei Mondiali: la qualificazione agli ottavi. Nonostante la sconfitta contro il Brasile di Marta, le azzurre mantengono saldo il primato all’interno del girone, raggiungendo quanto richiesto dai preparatori. Le azzurre, sulla carta, partivano come terza potenza del designato gruppo C, e oltretutto non era per nulla scontato che riuscissero a invertire le gerarchie di ruolo con Australia e Brasile, considerate due delle migliori squadre del torneo. Per la prima volta nella storia, invece, l’Italia ha centrato il primo posto in un girone ai Mondiali.

Aver raggiunto gli ottavi con questa disinvoltura rappresenta un successo già in partenza, tuttavia – a conti fatti – è inevitabile chiedersi quali siano le prospettive, ora che le azzurre si affacciano all’eliminazione diretta con la certezza di un abbinamento favorevole (sul campo ci aspetta una delle migliori terze). Quanto fino ad oggi è stato sfoderato dalle azzurre ha contribuito a creare l’immagine di una squadra ricca di talento – forse qualcuno nemmeno se lo aspettava – un team in grado di adoperare diversi elementi tattici e di offuscare le debolezze contro avversarie di calibro maggiore.

Com’è consuetudine di ogni Nazionale di alto rango, la prestazione dell’undici azzurro si basa su un solido triangolo difensivo: Laura Giuliani, una delle migliori tra i pali fino ad ora, Sara Gama e Elena Linari. L’Italia – grazie a loro – ha subito solamente due gol in tre partite.

In attacco, l’Italia rimane alta e fa del pressing la sua arma migliore, cerca equilibrio e copre bene gli spazzi. Non si abbassa, sicuramente in parte perché non ha la forza per attaccare in contropiede, nelle occasioni in cui è rimasta schiacciata vicino all’area – per quanto se la sia sempre cavata – ha mostrato più volte dei problemi nella gestione e nel controllo di palla a risalire.

Pregio della CT è di aver costruito una squadra che imposta la manovra non rinunciando ad avanzare in modo ragionato, partendo in costruzione da dietro e aprendo larghi varchi nelle retrovie avversarie.  

La notizia più bella – dopo le prime tre gare disputate – è che l’Italia sembra abbastanza solida per giocarsela con chiunque. Può apparire in un primo momento come una banalità, tuttavia è un grande traguardo, tenendo conto della distanza che ancora separa il calcio femminile italiano (i pochi fondi dedicatigli e tutto il resto) da quei movimenti che, invece, esprimono le nazionali più forti partecipanti a questi Mondiali.

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