Andare oltre le apparenze… Il caso Juventus!

© Nazionale Calcio
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Questa settimana vogliamo parlare di calcio, e più precisamente della Juventus.
In Italia, il calcio è senza dubbio lo sport nazionale, quello più seguito e soprattutto quello che tutti pensano di conoscere appieno. Basti pensare a quando la propria squadra del cuore perde una partita: si assiste a una serie di commenti da parte di chiunque su quello che tizio avrebbe dovuto fare, sul fatto che i giocatori siano incapaci perché “è ovvio, dovevano giocare in un’altro modo”. È lo sport in cui tutti si reputano allenatori e grandi esperti e nel quale tutti sono completamente coinvolti, specialmente durante le partite. Dove il tifoso, quando perde la propria squadra, va in giro a dire “abbiamo perso” (come se avesse giocato lui la partita) invece di “hanno perso” .
Bene. Ora vi chiediamo di staccarvi un attimo dal coinvolgimento emotivo che, a volte, non permette di vedere oggettivamente la realtà, e riflettere sul caso Juventus.
È una delle squadre più odiate e amate in Italia, gli juventini hanno un forte senso di appartenenza rinforzato soprattutto dai comportamenti che gli altri tifosi hanno nei loro confronti. Infatti, per tutti gli altri la Juve quando perde è una squadra d’incapaci, “sono scarsi”, mentre quando vince è perché sono stati fortunati oppure “hanno rubato”. Ai non-juventini: sappiate che questo atteggiamento non fa altro che rinforzare il senso di appartenza alla propria maglia!
Quindi ora dimentichiamoci un attimo della fede calcistica e ragioniamo come un osservatore esterno. La Juventus (potremmo anche chiamarla la squadra Pincopalla) dopo Calciopoli e la retrocessione in serie B nel 2006, vince il campionato cadetto e, tornata in Serie A, dopo qualche anno di magra, dalla stagione 2011-2012 diviene Campione d’Italia, senza più smettere di ottenere successi. Ora siamo a 4 scudetti vinti consecutivamente, 2 Supercoppe Italiane, la vittoria, quest’anno, in Coppa Italia, e sabato a Berlino giocherà la finale di Champions contro il Barcellona! A condurre questo straordinario ciclo di vittorie c’è Andrea Agnelli, che nel 2010 ha assunto la presidenza del club . Dopo tre anni in cui la guida tecnica di Conte ha portato grandi risultati, da quest’anno Massimiliano Allegri, osteggiato ad inizio stagione, è riuscito entrando in punta di piedi, a farsi riconoscere come LEADER della squadra guadagnandosi la fiducia dei giocatori e migliorando attraverso competenze tecniche e capacità motivazionali una rosa che sembrava al massimo della sua espressione.
Ora, non possiamo sapere come andrà la finale, se riusciranno a fare il “Triplete” o meno, ma ciò che si può intuire dopo anni di vittorie è che ci sia dietro una vera squadra, non solo un gruppo composto da grandi giocatori, ma una SQUADRA! In queste stagioni la società ha investito e scelto sul mercato in maniera oculata, arrivando quest’anno a contendersi la scena con formazioni costruite con budget esponenzialmente più alti, e sicuramente non è stato un caso: per vincere ci vuole un gruppo che si conosca molto bene e che sappia fidarsi dei propri membri, senza prime donne e senza rivalità. Questo è quello che si dice un gruppo coeso!
Un gruppo tanto coeso che è riuscito a riconfermarsi anche perché in grado di mettersi a disposizione di un nuovo allenatore, che resta una figura importante, ma a cui troppo spesso si dà tutta la colpa se la squadra perde o è discontinua, come se fosse la causa principale della vittoria o della sconfitta… troppo spesso confuso con un burattinaio che comanda a suo piacimento, quando poi in campo ci vanno i giocatori.
Quindi perché vincono così tanto? Perché c’è dietro un PROGETTO di crescita e di investimento allo scopo di conseguire obiettivi specifici ed ambiziosi, un progetto che parte dal presidente del club e arriva fino ai giocatori. Un’identificazione nei valori che vogliono trasmettere a tutti, un gruppo squadra veramente compatto, un team di allenatori, preparatori atletici, psicologi competenti a supporto di tutto questo.
E allora non ci resta che fare un in bocca al lupo per la finale e, vada come vada, la Juve ha già dimostrato di essere una grande squadra! E, forse, gli altri club dovrebbero imparare da questa gestione.

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