Atleta di alto livello dallo psicologo? Ecco 5 motivi per cui è utile!

Flavia Pennetta, vincitrice degli US Open 2015 - Corriere.it
Flavia Pennetta, vincitrice degli US Open 2015 – Corriere.it

L’abbiamo scritto settimana scorsa: lo psicologo dello sport non è solo per i deboli, non è un mago né tanto meno una figura necessaria solo per chi ha dei problemi specifici. No! Lo psicologo dello sport è un allenatore, ed oggi abbiamo deciso di presentarvi i 5 motivi principali per cui un atleta di alto livello dovrebbe intraprendere un percorso di preparazione mentale.

1. Andresti mai alle Olimpiadi senza esserti allenato fisicamente?

No, impossibile! Se vado alle Olimpiadi, alleno il mio fisico ogni giorno, lo porto al limite, imposto periodi di carico e di scarico, non lascio niente al caso e chiedo il supporto di esperti del settore. E allora perché non faccio la stessa cosa anche per la componente mentale? Perché preparo al meglio il corpo e mi limito a sperare di esserci con la testa? Non possiamo lasciare tutto questo al caso! La componente mentale è parte fondamentale della preparazione globale dell’atleta, così come quella fisica, tecnica e tattica. Impariamo ad allenarla!

2. Testa e corpo sono due realtà distinte?

Si credeva di sì, ma in realtà non è affatto così! Non posso perciò impostare un allenamento illudendomi di lavorare solo sul corpo. Bisogna essere consapevoli che la mente è nel corpo, e solo una preparazione che tiene conto di ciò è una preparazione adeguata ed efficace.

3. Cosa fa la differenza, oggi?

Un Campione, con la “C” maiuscola, un giorno ci ha confidato che, quando arrivi ai Campionati del Mondo, ti accorgi che fisicamente non puoi prevalere più di tanto sui tuoi avversari. Sosteneva, infatti, che ormai la metodologia e l’innovazione nella preparazione atletica abbiano portato tutti ad essere, più o meno, allo stesso livello (si parla dei primi 20 al mondo, naturalmente). Alla domanda “Ma quindi, cos’è che fa la differenza tra una vittoria ed una sconfitta?” la sua risposta è stata chiarissima: l’approccio mentale alla gara.

4. In gara ok, ma fuori?

Quante volte leggiamo o sentiamo di grandissimi atleti che non diventano campioni per via della loro scarsa capacità di gestirsi fuori dal campo? Ecco, lo psicologo dello sport non si occupa solo di potenziamento della performance o di gestione dello stress, ma ti aiuta anche ad affrontare la quotidianità. Pressioni, aspettative, pretese, sono tutti aspetti che, se non gestiti efficacemente, rischiano di sopraffarti ed impedirti di concentrarti sull’unica cosa che conta: stare bene facendo il proprio sport.

5. Se ci è andata la Pennetta…!

“Lo psicologo mi aiuta a essere organizzata dentro e fuori dal campo. La psicologia aiuta a cancellare gli stress inutili. All’inizio ero diffidente, poi mi sono dovuta ricredere”. Questo punto non dovremmo nemmeno commentarlo. Flavia Pennetta ha dichiarato di andare dallo psicologo dello sport e, qualche giorno fa, ha ottenuto un risultato storico per lo sport italiano… che sia merito anche della preparazione mentale?

Ment&Sport

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