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azzurri
Azzurri (spindle.it)

 

 

Si perde, e cosa si fa subito dopo notoriamente? Non si pensa al perché, a come migliorare, a cosa non è andato come doveva, no, come prima cosa si cerca un responsabile, un capro espiatorio.

E così è successo dopo la sconfitta dell’Italia ai Mondiali, tutta racchiusa nelle dimissioni di Abete, che rappresentano il desiderio di guardare nuovamente al calcio in modo corretto, senza un rimpallo di responsabilità. Lo stesso Abete si è reso conto che c’è assoluto bisogno di cambiamento. Diverse le dimissioni di Prandelli, accompagnate e giustificate da una serie di scuse poco credibili, di critica al sistema. Ci sarà sicuramente stato qualcuno che lo ha ferito con critiche personali, ma quello che viene obbiettato a Prandelli in realtà sono solo le sue scelte tecniche.

Tre formazioni diverse, tre moduli e giocatori lanciati in campo nella speranza di un miracolo, che non è arrivato.

Al calcio italiano manca qualcosa in generale, non solo agli azzurri, il problema è alla base, non certo al punto di arrivo.

Manca una rotta da seguire, un percorso tracciato e manca forse, la capacità di fare squadra e di remare tutti nella stessa direzione. La passione che dovrebbe guidare tutti i giocatori è debole e forse accantonata per mettere al primo posto questioni mondane ed economiche.

Quello che è successo ai mondiali ha messo in luce tutte le problematiche del nostro calcio e la necessità di una scossa che deve arrivare per tutti, giocatori, dirigenti, tecnici e per tutti quelli che ruotano attorno a questo mondo fatto troppo di lustrini della ribalta e poco di gioco innocente e positivo.

Bisogna tornare a pensare allo sport e alla squadra, tornare ad essere qualcosa di indivisibile e lottare per ottenere quei successi che hanno sempre contraddistinto il nostro calcio.

I tifosi hanno il diritto di vedere un gioco bello e pulito, di vedere giocatori che lottano per la vittoria e per offrire uno spettacolo autentico.

                                                                                                               Gaia Golfieri per Ment&Sport

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