L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come una condizione di benessere fisico, psicologico e sociale.

La qualità di vita dipende quindi  da differenti fattori e dalla valutazione soggettiva che una persona fa della sua esperienza esistenziale.

Health is a state of complete physical, mental and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity  WHO definition

Quest’idea di benessere ci porta a considerare la condizione di disabilità di una persona come l’esito dell’intreccio tra caratteristiche personali e quelle del contesto. Per  questo una persona in situazione di disabilità non è, a priori, destinata ad una vita infelice: il costrutto di benessere infatti pone al centro la percezione che la persona ha della sua situazione di vita!

Lo stare bene soggettivo è collegato anche alla possibilità di fare esperienze di inclusione e lo sport, proprio nel suo essere esperienza sociale, si è rivelato uno strumento utilissimo nella realizzazione personale delle persone con disabilità.

Se infatti sicuramente migliora la salute fisica, evitando i disturbi metabolici legati alla sedentarietà, diversi studi hanno dimostrato che lo sport sviluppa, con il senso di appartenenza ad un gruppo, una maggiore integrazione dell’immagine di sé, allontana la depressione, insegna il rispetto delle regole, favorisce le abilità relazionali e la capacità di gestione dei conflitti.

 

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