Bloccato dall’ansia

 

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Mario Chalmers (msn.foxsports.com)

 

 

Momento decisamente no per Mario Chalmers, che proprio non riesce ad uscire da questa fase. 

E’ lui stesso ad ammettere di non essere in forma, di non riuscire a dare il meglio, e certo ammetterlo è già un passo positivo, che fa ben sperare: “Nonostante abbia la fiducia dei compagni e dell’allenatore, è sicuramente una delle sfide più difficili della mia carriera. E’ un problema di energia”.

I momenti difficili sono normali per uno sportivo, capitano per svariati motivi, spesso ansia o tensione, è per questo che l’affiancamento di uno psicologo sportivo è fondamentale, soprattutto arrivati a certi livelli.

Capire i motivi di un momento no è importante per superarli al meglio.

Lo stesso atleta dichiara di aver passato tutto il post gara, a ripensare alla partita, cercando di cancellare gli errori commessi, segno che qualcosa non va, che non c’è fiducia e che l’ansia sta prendendo il sopravvento, insieme alla paura di sbagliare.

Non bisogna arrendersi, bisogna cercare di migliorare, imparando dai propri errori, è necessario vederli come un modo di crescere e non come un fallimento senza speranza. 

Ma non è semplice e lo stesso atleta ammette che: “L’ostacolo più difficile da superare è la mancanza di fiducia nei miei mezzi. E’ veramente difficile restare positivo in momenti come questi. Nonostante abbia la fiducia dei compagni e dell’allenatore”.

E’ importante poter contare sulla propria squadra, in questi momenti bisogna contare sull’aiuto e sul sostegno di tutti, ma l’importante è non arrendersi, cercare con tutte le proprie forze di migliorare e di non pensare in modo negativo.

Un allenamento mentale aiuta a superare questi momenti e far si che ansia e tensione non siano un ostacolo.

LeBron ha commentato il caso Chalmers dicendo che “E’ un giocatore fondamentale, è stato il nostro play in due stagioni da titolo, gioca un ruolo chiave, ma non può perdere fiducia in se stesso. Se accade poi è tutto in salita. E’ l’unica cosa che deve evitare. Abbiamo bisogno di lui”.

Momenti come questo capitano e sono normali, non vanno vissuti come una sconfitta personale, bisogna farsi forza per cercare di superarli al meglio, in modo da non compromettere la carriera. L’aiuto di chi ci sta accanto è fondamentale e la squadra sta facendo sentire al suo play tutto l’affetto necessari per far si che tutto si risolva al meglio.

   Gaia Golfieri per Ment&Sport

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