Bravi a scuola e campioni nello sport: qual è l’origine di questa relazione?

Molte ricerche (Mc Hale, Crouter &Tucker, 2001; A. Singh, 2012) hanno evidenziato una correlazione positiva tra pratica sportiva e performance scolastica: la partecipazione ad attività sportive, così come ad altre attività extrascolastiche, favorisce non solo un rendimento scolastico positivo ma anche una miglior capacità di gestire le emozioni e di affrontare gli squilibri tipici del periodo adolescenziale. 

Ma quali sono le ragioni di questa relazione? Prima di analizzarle teniamo a sottolineare come questo non sia un nesso assoluto: le ricerche hanno evidenziato questa tendenza, ma ciò non significa che non vi sia il caso di un ragazzino che pur essendo molto competente in ambito sportivo, non eccella anche in quello scolastico. L’attività fisica e il movimento sono spesso promosse per i benefici che comportano a livello fisico; infatti chi pratica regolare attività fisica, bambini compresi, è meno soggetto al rischio cardiovascolare, gode di una miglior qualità della vita e, generalmente, è di umore più positivo. Oltre a questi benefici fisici, la pratica sportiva potenzia i processi cognitivi così da poter influenzare positivamente la performance scolastica. In particolare:

– la pratica sportiva aumenta la quantità di sangue e ossigeno che affluisce al cervello aumentando così l’efficacia dell’attività celebrale. Non solo, il movimento favorisce la nascita di nuove cellule nervose e supporta la plasticità sinaptica.

– Lo sport, riducendo lo stress, è per i bambini un vero e proprio momento catartico in cui tutte le tensioni, legate anche al mondo scolastico, possono essere liberate per ricaricarsi di nuova energia

– L’attività sportiva offre un grande insegnamento ai bambini, quello dell’importanza dell’impegno. Nello sport solo se ci si impegna e si mettono in gioco le proprie risorse si possono raggiungere gli obiettivi desiderati! Nello sport quindi il bambino impara il significato dell’impegno e tende  a trasferire tale insegnamento in altri contesti di apprendimento, come quello della scuola. Affinchè l’impegno venga mantenuto nella pratica sportiva è bene che gli allenatori propongano ai bambini attività diversificate ma che mantengano sempre l’impronta ricreativa e ludica pena una de-motivazione.

– Lo sport insegna la disciplina, il rispetto delle regole e anche la capacità di concentrazione. Alcune ricerche mostrano come I bambini che praticano regolarmente attività sportiva, a differenza di chi non la pratica, presentano migliori capacità di concentrazione durante le lezioni scolastiche.

– Lo sport infine aiuta a costruire l’autostima ed il senso di autoefficacia, due costrutti essenziali per affrontare con serenità l’esperienza scolastica. Attraverso l’esercizio sportivo il bambino si confronta con le proprie abilità e capacità e inizia a costruire quell’aspetto del Sè legato alle competenze sportive. Da alcune ricerche infatti è emerso che i bambini che svolgono attività sportiva in modo continuativo e consistente, sviluppano un concetto di Sè come sportivi che rafforza l’autostima rispetto ai coetanei che non praticano sport o ne praticano poco. La convinzione di “essere in grado di…” e “di valere” che si sviluppa nella pratica sportiva genera quella sicurezza di Sè che agevola poi il bambino nell’affrontare le sfide, le difficoltà e gli insuccessi scolastici in modo costruttivo.

Queste sono alcune delle ragioni di quel fenomeno, piuttosto diffuso, che vede spesso i bambini, impegnati in attività sportive in modo continuativo e piuttosto consistente, a raggiungere buoni risultati sia sportivi che scolastici.

MenteSport 

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