“C’è del marcio nella Fifa”. Lo scandalo e il crollo del sistema calcistico

(iltempo.it)
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“Io lo dicevo da tempo, non sparavo in aria e invece mi hanno trattato come un pazzo. Basta mentire alla gente, questi personaggi non hanno alcun rispetto nei confronti di questo sport e non possono gestirlo con dignità. Gli americani hanno fatto un lavoro impeccabile e io, piuttosto che appartenere alla famiglia della Fifa, preferisco essere orfano. E’ un’istituzione di corrotti”.

Il giudizio severissimo è di Maradona, un uomo che troppo spesso è stato confuso con il fatto di essere stato un tossicodipendente.
Al di là dell’evidente durezza delle parole forse l’ex numero 10 della nazionale argentina ci ha visto giusto.

Quello che è successo in questi giorni, quello che tuttora sta succedendo è il più grande scandalo che abbia mai sconvolto il mondo del calcio: la mostruosa corruzione che ha portato all’assegnazione dei mondiali di calcio, ma anche alla gestione del colossale giro d’affari della Fifa, dai diritti tv alle sponsorizzazioni.
Come al solito, a scoprire il “marcio in Danimarca” si arriva dopo, molto dopo.
La Fifa è sempre stata un mondo a se stante, dove affari e potere vengono spartiti tra i membri di una casta sovranazionale, con logiche estranee alle regole comuni.
Ha fissato nei decenni paletti sempre più stretti per garantire la propria autonomia dai governi: le intrusioni, anche negli organismi direttivi delle singole federazioni nazionali associate, non sono tollerate, pena la sospensione immediata. In pratica, se un governo tenta di intromettersi nella gestione e selezione dei dirigenti di una federazione, ne procura automaticamente l’esclusione da tutte le competizioni. Niente mondiali, per capirci meglio.

E sono proprio i mondiali ad essere al centro attorno al quale ruota l’indagine. Dopo l’incredibile vicenda della retata di Zurigo il sistema ha iniziato a perdere pezzi. Si è scoperchiato il vaso di Pandora.
L’assegnazione dei mondiali alla Russia e al Qatar sono al centro di decine di inchieste giornalistiche e federali. Di qualche giorno fa è invece la notizia della tangente da 10 milioni versata dal Sudafrica per avere i mondiali del 2010.
Il presidente del sudafrica afferma che “quel pagamento di 10 milioni di dollari alla Concacaf è stato fatto – aveva detto -, ma io non ho pagato né preso mai una tangente in vita mia”. L’accusa riguarda per l’appunto l’ex presidente della Concacaf ed ex vicepresidente della Fifa, che avrebbe intascato i 10 milioni (formalmente destinati allo sviluppo del calcio in Nord e Centro America) per favorire l’organizzazione del mondiale in Sudafrica. Anche lo stesso Blatter sapeva di questi soldi, o perlomeno queste sono le parole del giornale sudafricano Sunday Times, che afferma di essere in possesso di una mail nella quale il segretario Fifa jerome Valcke parla dei colloqui “tra il nostro presidente (Blatter) e il presidente Thabo Mbeki”. Le indagini sono tutt’ora in corso per far luce su una dinamica che è ancora in corso d’opera, ma è evidente che qualcosa di grave ci sia. Quello che è successo dopo Francia-Eire (la Fifa ha pagato la federazione irlandese per non fare ricorso per la partita di ritorno dello spareggio per andare ai mondiali sudafricani, partita che la Francia pareggiò negli ultimi minuti (aggiudincandosi un posto in Sudafrica) con un clamoroso fallo di mano di Henry. Noi italiani forse ricordiamo con più dispiacere l’incredibile vicenda nei mondiali coreani del 2002.

Quello della Fifa è un castello di carte che sta crollando. Blatter è stato il padrone incontrastato che peraltro ha sempre difeso il suo regno.
Regno, quello di Blatter, tutto costruito e gestito nelle stanze interne del palazzo. Nessun organismo superiore alla Fifa può controllarla, e di fatto si è da sempre autogestita. Ogni membro dell’organizzazione aveva solo gli altri membri dell’organizzazione a cui rispondere. E non a caso dopo lo scandalo Blatter è stato comunque rieletto, salvo poi dimettersi in seguito alla continuazione delle indagini.

La posta in gioco e gli attori coinvolti sono così grandi che ancora è difficile fare luce su quanto sia grande la corruzione. L’idea di base è che si stia appena raschiando la superficie di una storia che sarà destinata a modificare il sistema calcistico mondiale.
Per lo più adesso possiamo affidarci a sensazioni, dichiarazioni e smentite.
C’è chi lo sosteneva da tempo, che tutti in Fifa fossero corrotti, Maradona per primo, poi anche Romario, senatore in Brasile, Lineker che dichiara che: “Non c’è organizzazione più deplorevole e corrotta della Fifa”.

In questi tumultuosi giorni quello che possiamo fare è stare a guardare, come si suol dire in questi casi, aspettare che la giustizia faccia il suo corso.
E poi, vedremo che cosa ne sarà del calcio.

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