Chiara

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Sono sempre stata una contro corrente, non certo perché volessi visibilità, ma semplicemente perché nuotare con gli altri pesci mi è sempre segnato noioso. io sono sempre stata quel salmone che risale il fiume contro corrente quindi quando tutte facevano pallavolo io passavo ore e ore a fare ginnastica artistica era la cosa più simile a volare che conoscessi. non mi importava dei risultati, erano ok (tranne nelle parallele…lì ho sempre fatto schifo e ancora oggi non capisco come si fa il kipping) per me l’importante era volare e fare cose che non tutti sapevano fare. quando poi tutte continuavano a far pallavolo io giocavo a softball e ancora peggio quando tutte si iscrivevano ad aerobica e step io combattevo sui ring facendo kick boxing. e tutto sommato sono stata sempre felice delle mie scelte. un giorno, ho voluto provare a fare cose più “normali” e tutto sommato non mi pareva tanto male all’inizio, la mia voglia di diversità si è lentamente affievolita e soo andata avanti a seguire la corrente. poi un giorno mi sono svegliata e guardandomi allo specchio non mi sono riconosciuta più. non solo per i chili di troppo (tanti), ma perché non sentivo più quelle belle sensazioni che la mia vita sportiva mi dava, la vita mi ha regalato altre grandi gioie, ma mancava quella cosa in più. era tempo di rimettersi in gioco e  non è stato facile. è stata la gara più difficile della mia vita. con l’avversario più temibile… me stessa. è una costante lotta contro I CHILI CHE HO ACCUMULATO. CONTRO I SENSI DI COLPA PER AVER PERSO DI VISTA LA PASSIONE PER LO SPORT. CONTRO GLI SGUARDI DI COLORO CHE TI OSSERVANO E TU SAI BENISSIMO CHE PENSANO “QUESTA NON CE LA FARÀ MAI” ALIMENTANDO UN VOCE CHE HO DENTRO, MA CHE ZITTISCO GIORNO DOPO GIORNO. PERCHÉ IO CE LA FACCIO ECCOME. mi sono tolta quella maschera di conformità che mi ero messa addosso e supero i miei limiti wod dopo wod, ostacolo dopo ostacolo. perché oggi la mia si è arricchita col crossfit e con le mud run perché tutto sommato uscire stremati dal box, con qualche livido e correre nel fango sono segno del fatto che nuotare contro correte non è sbagliato. è un scelta. e l’emozione che provo quando mi miglioro, quando supero un ostacolo che sembra impossibile o quando finisco una gara che mi sembrava infattibile al primo chilometro non la provavo da tanto. il mio sport quotidiano? È SUPERARE GLI OSTACOLI A PARTIRE DA QUELLI CHE IO STESSA MI CREO. E, AD OGGI, È LO SPORT PIÙ BELLO E DIFFICILE CHE ABBIA MAI FATTO.

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