Mi serve tanto tempo per entrare in partita. Cosa faccio?

 

Quante volte si sentono atleti che raccontano di una competizione andata male non perché erano poco allenati, nemmeno perché gli avversari erano molto più bravi ma semplicemente perché “ci hanno messo tanto a entrare in partita”?
Tutti gli sforzi fatti in allenamento per migliorarsi e per prepararsi a quella determinata competizione vanno in fumo semplicemente perché non non sono riusciti ad attivare corpo e mente nel momento giusto.
Ogni atleta è diverso, c’è chi è pronto un’ora prima della competizione e chi invece sembra  non essere mai pronto se non verso la fine, con il risultato di non riuscire a performare secondo le proprie possibilità.

In pratica, si tratta di atleti che non riescono a sfruttare tutte le loro capacità nel momento in cui servono. Ad esempio, un calciatore non riesce ad eseguire un passaggio corretto o non vedere il compagno libero, insomma può far fatica a leggere il gioco e a fare le cose migliori. Oppure una pattinatrice potrebbe non essere abbastanza reattiva con il risultato di cadere nei primi salti perché “va tutto troppo veloce rispetto alle sue reazioni”.
A tutto questo c’è la possibilità di porvi rimedio, attraverso l’allenamento mentale. In particolare, in questi casi, si lavora sui seguenti aspetti:
1. Consapevolezza dei propri tempi. Come per ogni cosa bisogna partire dalla conoscenza di se stessi e di come ci si comporta durante le competizioni. Andare a ricercare quelle volte che si è riusciti ad entrare in partita in tempo e quelle volte in cui non ci si è riusciti. Cercare le differenze e ragionare sulle azioni da evitare e su quelle da favorire.
2. Creazione di una routine. Creare una routine vuol dire scegliere una serie di azioni o di gesti, associarli a una parola/pensiero e ripeterli prima dell’inizio di ogni competizione. È fondamentale che i pensieri e i gesti riescano ad attivarvi e a far aumentare la vostra concentrazione in modo tale da essere pronti poco prima dell’inizio della competizione e non durante. In poche parole si tratta di spostare temporalmente di qualche secondo/ minuto l’inizio della competizione.
3. Allenamento. Ogni cosa, affinchè funzioni, necessita di allenamento. Bisogna allenarsi per trovare la concentrazione attraverso quei gesti facenti parte della routine e bisogna allenarsi finché essa assuma un significato dal punto di vista mentale e non diventi semplice gesto scaramantico. E’ solo attraverso l’allenamento che si possono ottenere dei risultati.

In fondo andreste mai a una gara senza essere fisicamente e tecnicamente pronti? E mentalmente? L’allenamento mentale è parte integrante della preparazione sportiva e non si può prescindere da esso se si vogliono raggiungere i propri obiettivi e stare bene facendo sport!

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