Come gestire le proprie emozioni con il Training Autogeno

Vi è mai capitato di essere completamente governati dall’ansia durante lo svolgimento di un importante compito come una verifica, un’interrogazione, una prestazione sportiva, un esame universitario? Tale stato d’animo genera una particolare attivazione fisiologica che può avere delle ripercussioni negative sul conseguimento del risultato finale. Nello specifico, questo stato di attivazione si manifesta attraverso una serie di modificazioni di parametri fisiologici come ad esempio l’aumento del ritmo cardiaco, respiratorio e della sudorazione, della tensione muscolare e di squilibri gastrointestinali. Ci sono poi delle ripercussioni anche sul versante cognitivo: il focus attentivo, infatti, si sposta dallo svolgimento funzionale del compito alla percezione dei propri sintomi, innescando un circolo vizioso che finirà col farci fallire.

Come evitare il peggiore degli esiti?

Una delle principali tecniche di autogestione del corpo e della psiche che permette di accrescere la sicurezza in se stessi e la fiducia nella propria efficacia e nel proprio autocontrollo è il training autogeno (TA).

Il TA è una tecnica di rilassamento nata nel 1911 dallo psichiatra tedesco Johannes H. Schultz. Consiste in una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su diverse zone corporee, allo scopo di ottenere uno stato di rilassamento a livello psicofisiologico. La caratteristica fondamentale è che, attraverso una serie di esercizi che si possono considerare mentali si arrivano ad avere delle modificazioni corporee. Ciò è possibile perché mente e corpo non sono componenti autonome e indipendenti, ma si influenzano reciprocamente.

Il soggetto dovrà concentrarsi sulla percezione di ogni singola parte del proprio corpo, così da poter avere maggior controllo sui processi corporei come la respirazione, il tono muscolare, la temperatura corporea e il battito cardiaco.

Il training autogeno si compone di diversi esercizi che possono essere fatti sia tutti insieme sia solo in parte ad eccezione dei due esercizi fondamentali che sono quelli della pesantezza e del calore. Gli altri sono esercizi complementari e  sono l’esercizio del respiro, quello del cuore, il plesso solare e la fronte fresca.

Questa tecnica migliora l’autoconsapevolezza rispetto alla regolazione delle risposte corporee che seguono gli stati emotivi provati in determinate situazioni quotidiane. Ad esempio quando si prova rabbia nei confronti di un compagno di squadra perché ha commesso un errore, tale stato emotivo potrebbe influenzare la prestazione sportiva. Imparando a padroneggiare il TA, si può riuscire a mitigare l’influenza della rabbia, lasciando inalterata la performance sportiva.

Concludendo, dobbiamo essere consapevoli della possibilità di esercitare un controllo sull’intensità delle nostre reazioni emotive.

L’invito per tutti è quello di approfondire questa tecnica frequentando corsi specifici, per l’anno nuovo infatti ci sarà uno di questi corsi tenuto da Ment&Sport.

Lorenzo dell’Uva, Giulia Fronda e Francesco Italiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *