Come gestire mentalmente una competizione di Trail Running?

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle-o”]”Buongiorno, sono un appassionato di corsa in montagna e spesso mi cimento in competizioni piuttosto lunghe e faticose. Potrebbe darmi qualche suggerimento per la gestione mentale di queste gare?“[/vc_message][vc_column_text]

Grazie per questa utile e pratica domanda che credo possa interessare molti dei nostri lettori. In competizioni così lunghe ed impegnative, a mio parere, ci sono due elementi da non sottovalutare a livello mentale: la definizione di micro-obiettivi di percorso e una corretta gestione delle aspettative. Andiamo con ordine:

1- Definizione di micro-obiettivi: per rendere meno impegnativo il percorso a livello mentale, suddividilo in tappe, ad esempio di 5 km l’una, così che i lunghi e faticosi 30/40/… km su e giù per i sentieri si trasformino in brevi step di 5 km da affrontare uno alla volta. Appena raggiunta la prima tappa, archiviala e pensa a quella successica e così via. Un grande obiettivo (30/40/…km) è stato così suddiviso in micro-obiettivi (5km) che risultano più facili da gestire a livello mentale e anche la prestazione, con molta probabilità, ne risentirà positivamente.

2- Corretta gestione delle aspettative: in questo caso mi riferisco soprattutto alle attese circa la fatica e la sofferenza fisica a cui si andrà incontro durante gare così impegnative. Maturare aspettative del tipo “arriverò in buone condizioni“, “non sentirò la fatica“, “sono più forte della fatica” altro non è che espressione di un falso ottimismo, slegato dalla realtà. Pensare in termini eccessivamente positivi, negando al pensiero l’esperienza della sofferenza fisica che inevitabilmente, chi più chi meno, si proverà durante il percorso, condurrà, nel momento in cui subentra una crisi non calcolata, a una sensazione di forte disagio e frustrazione che potrà portare a fermarsi e magari ad abbandonare la competizione. Alcune ricerche hanno infatti dimostrato che la fatica percepita è tanto più intensa quanto più è inaspettata, ed è per questo che è meglio “prepararsi al peggio” e al sentire la fatica…per dare il meglio! Da queste parole potrai pensare: “Ma allora, tutte le belle storielline sul pensare positivo dove si inseriscono?”. Prepararsi al peggio significa maturare aspettative reali circa lo sforzo che dovrai sopportare per non farti prendere alla sprovvista e disarmato dallo stesso, ed è proprio nel momento X, quello della fatica intensa, che dovrai attivare pensieri positivi, di supporto e carica…pensieri che ti aiutino a stringere in denti e continuare fino alla fine, fino al raggiungimento del tuo obiettivo. 

Caro appassionato di corsa in montagna, micro-obiettivi di percorso e una realistica anticipazione del negativo, sono due piccoli, ma impegnativi consigli che ti invito ad adottare per ottimizzare la gestione mentale delle tue bellissime esperienze di trail running in paesaggi mozzafiato! 

Dott.ssa Maria Chiara Crippa

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