I tempi morti nel tennis: come rimanere concentrati?

Il tennis viene classificato al secondo posto, subito dopo il golf, tra i cosiddetti sport “mentali”, ovvero tutte quelle discipline dove la componente psicologica gioca un ruolo cruciale. In una partita di tennis, si stima che l’80% del tempo sia costituito da fasi inattive di gioco (pausa tra un punto e l’altro) e solo il 20% sia il tempo riempito dagli scambi. Questi “tempi morti” sono i più pericolosi dal punto di vista mentale. Sono momenti in cui pensieri, dubbi, preoccupazioni possono insinuarsi nella mente del giocatore, distraendolo e ripercuotendosi negativamente sulla sua prestazione. J.Loehr ha proposto un interessante ed efficace modello per la gestione delle pause tra un punto e l’altro, “The Sixteen Seconds Cure“, di cui puoi leggere un approfondimento cliccando cliccando qui. 

Ma quindi, come rimanere concentrato in questi momenti “a rischio”?

Prima di tutto occorre chiarire che noi, in ogni momento, siamo sempre concentrati su qualcosa: che sia il gioco, che sia un pensiero, che sia lo sguardo rivolto verso una persona, la nostra mente, in ogni istante, è sempre focalizzata su qualcosa. Occorre quindi portare la nostra mente a focalizzarsi su qualcosa di utile alla prestazione, sia nelle fasi di gioco attive che in quelle inattive, per evitare il suo distrarsi su pensieri e preoccupazioni non funzionali nel qui ed ora. Su cosa quindi concentrarsi?

  1. Durante il gioco è bene concentrarsi sulla palla, sulle giunture della palla, sul momento in cui la palla tocca terra…insomma tutti aspetti inerenti al qui ed ora. Come allenare la concentrazione su campo? Ad esempio potete dire, ad alta voce, la parola “tocco” ogni volta che la palla tocca terra, in questo modo state allenando la capacità di mantenere un’attenzione esterna, focalizzata.
  2. Durante le pause, un’utilissima strategia è quella di spostare l’attenzione sul proprio respiro. Si tratta di esercitare il respiro per il rilassamento, caratterizzato da una normale tempistica di ispirazione seguito da una una fase di espirazione più lunga e lenta. Quali vantaggi? Innanzitutto la nostra mente è concentrata su qualcosa, il respiro, evitando così il suo divagare su pensieri e distrazioni; secondariamente la lunga espirazione può essere metaforicamente interpretata come un espellere tutte le tensioni e le fatiche accumulate nello scambio e allontanarle dal proprio corpo e dalla propria mente; infine il respiro, abbassando il livello di attivazione, consente alla mente di recuperare quella lucidità per prepararsi al punto successivo.

Insomma, il tennis è uno sport tanto affascinante quanto crudele dal punto di vista mentale. Affrontare l’allenamento e le partite con la giusta preparazione mentale è sicuramente un valore aggiunto per il giocatore.

Se pensi che la preparazione mentale ti possa essere utile e per avere ulteriori informazioni contattaci pure, inviando una mail a info@mentesport.net

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