Corpo 10 – Mente 0

L’ultimo risultato che ci arriva dalla nazionale italiana di Rugby è una sconfitta contro il Galles. Una sconfitta “umiliante” a parere del coach. Cos’è andato storto?

Ripercorrendo tutta la partita possiamo ricordare un primo tempo buono, nel quale l’Italia ha tenuto testa al Galles, ma successivamente qualcosa non è andato, un paio di mete e i giocatori della nazionale hanno smesso di giocare come sanno.

Riflettiamo, un buon allenamento fisico da le capacità di affrontare fisicamente tutta la partita, ma non sembra che sia stato quello a mancare. Quindi? Come già detto molte volte cosa bisogna affiancare agli esercizi fisici? Quelli mentali. Una buona preparazione mentale è fondamentale per affrontare delle partite, specialmente se queste sono importanti come quelle del Sei Nazioni, le quali si portano dietro un carico emotivo non indifferente.

Martin Castrogiovanni ammette questa loro mancanza, e dice che alla squadra serve uno psicologo.

Spesso però lo psicologo dello sport viene confuso con il motivatore, per capirci l’uomo che sta a bordo campo e incita la squadra prima, durante e dopo la partita. Ecco lo psicologo non fa questo, o almeno non è il suo primo compito quello di incitare la squadra durante il match.

Il compito di uno psicologo parte da prima della partita, dagli allenamenti. Logicamente come durante gli allenamenti ci si allena per il proprio fisico anche qui si allenerà la mente.

Ripensiamo ad Italia-Galles, L’Italia subisce due mete e smette di giocare. Qui manca l’allenamento mentale. Avevamo già parlato di Goal setting (la pianificazione di obiettivi tramite la costruzione di un percorso con obiettivi più piccoli che si approssimano sempre più al risultato finale) e questo non va dimenticato durante una partita. Se vado sotto di, ad esempio, due punti è facile pensare che ora la strada sia più tosta perché non si gioca più alla pari con l’avversario , ma in svantaggio. È qui che invece doppiamo perseverare, pensare ai nostri obiettivi passo per passo. Primo obiettivo? Faccio il primo punto e mi porto ad una distanza minore, secondo obiettivo? Pareggiare i conti, tenendomi stretto il risultato e così via fino alla rimonta, senza mai dimenticare l’obiettivo finale, vincere.

Ora io ho ipotizzato dei “punti” da seguire, ma in realtà bisogna studiare caso per caso e adottare strategie diverse per ogni squadra per ogni occasione.

Non è detto che l’Italia avrebbe vinto se avesse avuto uno psicologo, ma sicuramente avrebbe affrontato la partita in maniera diversa.

 

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