Correre, ma non troppo!

L’ eccessivo esercizio fisico puo’ essere tanto rischioso quanto l’inattività. Sembra un paradosso ma è questa, in sintesi, la conclusione di uno studio condotto dagli scienziati del Frederiksberg Hospital di Copenhagen.

I dati mostrano che chi corre abitualmente ad una velocità superiore agli undici chilometri orari ha le stesse probabilità dei sedentari di soffrire un arresto cardiaco.

L’ideale, secondo i ricercatori, sarebbe fare ‘jogging’ per non più di due ore e mezza a settimana con un ritmo moderato, entro gli otto chilometri orari.

Seguendo questa ‘routine’ il rischio di morire a causa di un problema cardiovascolare si riduce del 30% in media.

Dopo aver osservato la abitudini di oltre 5,000 volontari nell’arco di dodici anni sono stati individuati tre diversi profili: ‘light joggers’, ‘moderate joggers’ e ‘strenuous joggers’.

Come indicato da Peter Schnohr, uno degli autori dello studio, la terminologia utilizzata ha una rilevanza significativa.

Infatti, nel contesto della ricerca il ritmo dei ‘light joggers’ corrisponde a un livello di esercizio moderatamente energico. Gli ‘strenuous joggers’ sono invece coloro che fanno attività fisica in modo ‘molto vigoroso’, spingendosi al limite delle proprie possibilità.

“Se eseguito per decenni, questo livello di attività potrebbe comportare rischi per la salute, in particolare per il sistema cardiovascolare,” commenta Schnohr.

In generale i risultati sembrano quindi suggerire l’esistenza di un limite massimo di sopportazione dell’ attività fisica . Se lo si oltrepassa non solo i potenziali benefici scompaiono ma si può addirittura danneggiare la propria salute.

“Se l’ obiettivo è quello di ridurre il rischio di mortalità e migliorare le proprie aspettative di vita fare jogging un paio di volte alla settimana è una buona idea,” aggiunge Peter Schnohr. “Andare oltre non solo è inutile, ma può anche risultare pericoloso.”

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