“Credere in me stesso mi fa vincere” Andre Agassi

Andre Agassi (gretchenrubin.com)
Andre Agassi (gretchenrubin.com)

Andre Agassi nasce il ventinove Aprile del 1970 negli Stati Uniti. Suo padre, di origini iraniane, era un gran appassionato di tennis e voleva portare i suoi quattro figli a diventare campioni, e con uno di questi ci riuscì: proprio Andre, il quale si ritrovò con una racchetta da tennis in mano già all’età di due anni. Ma in realtà Andre da giovane dice di aver odiato il tennis per colpa dell’oppressione del padre che lo voleva a tutti i costi campione. Ricorda gli allenamenti durissimi al quale il padre lo sottoponeva e le relative “sfuriate” quando sbagliava. La sua infanzia non è quindi del tutto tranquilla. Nel libro Open, autobiografia di Agassi, viene descritto bene come la sua infanzia sia stata tutt’altro che piena di passione per quello sport che sarebbe stata la sua vita. Ma non tutto ciò che viene dal padre è negativo, anzi è proprio lui che tramite conoscenze porta Andre a fare pratica con ottimi giocatori. All’età di quattordici anni Andre lascia Las Vegas dove viveva per trasferirsi in Florida alla scuola di Nick Bollettieri, famoso allenatore di campioni. Purtroppo a causa dei costi elevati Andre non si può permettere più di tre mesi di allenamento, ma Bollettieri nota il suo talento e decise di offrigli altri mesi gratuitamente.

Ma nonostante le belle notizie la permanenza nella scuola per Andre non è felice, perché l’Accademia e il carattere del padre erano troppo duri, e portarono Andre sulla strada dei “ribelli”. Sono famose le due scene che vengono spesso raccontante: una in cui Andre indossa pantaloni strappati e nell’altra dello smalto, tutto ciò per far arrabbiare il padre. Ancora più celebre è la scena durante un torneo in Florida dove Andre si presentò alla finale indossando un orecchino, le unghie smaltate di un rosso acceso, una capigliatura con tanto di cresta e una salopette strappata.
Ovviamente questa provocazione fece arrabbiare l’allenatore che accusò Andre di aver infranto ogni regola dell’Accademia, e lo minacciò di essere espulso. Andre una notte cerca di scappare, tentativo infranto ancora prima di cominciare visto che chiede l’auto stop proprio ad un suo allenatore uscito per cercarlo.
Dopo una lunga punizione Andre si presenta al cospetto di Bollettieri il quale gli chiede cosa volesse fare della sua vita. La risposta di Andre fu quella di abbandonare gli studi e diplomarsi per corrispondenza, partecipare a tornei importanti e diventare un campione. Così smise di frequentare la scuola privata, lasciò l’accademia e cominciò a partecipare ai tornei ATP del mondo. Agassi arriva al grande tennis del 1986 all’età di sedici anni, partecipa ad un torneo a La Quinta vincendo il primo incontro ma perdendo al turno dopo.
Nel 1987 vince il suo primo torneo da professionista in Brasile e arrivs in finale nel torneo ATP di Seul. L’anno seguente vince altri sei tornei. Ormai il nome Agassi è diventato un modello, il tennista ribelle, che i giovani adorano. Un anno dopo nel 1989 lo ritroviamo in semifinale nel torneo US Open. Ma la carriera in salita di Agassi comincia ad avere i suoi crolli, nel 1993 si infortuna ad un polso, che gli darà dolore per qualche anno, e porterà la carriera di Andre al livello più basso di sempre. Agassi sembra un campione finito, sia per le sue performance in campo sia per il suo atteggiamento svogliato verso gli allenamenti.

Ma dopo la crisi con la moglie nel 1998 Andre ricomincia a concentrarsi solo sul tennis. Ricomincia una scalata fino al 2006 dove ormai trentaseienne finisce la stagione e si ritira. Agassi è l’unico giocatore della storia del tennis maschile ad aver vinto almeno una volta tutti e quattro i tornei del slam, il tennis Master Cup, la coppa Davis, e la medaglia d’oro in singolare ai giochi olimpici.
Anche questa volta abbiamo visto come un campione partendo dal “chiunque”, attraverso la motivazione, possa arrivare a traguardi incredibili. Anche se Agassi all’inizio non voleva seguire quella strada, quando gli viene data la possibilità di scegliere, lui la sceglie. In conclusione un frase dello stesso Agassi:”Credere in me stesso mi fa vincere

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