Premessa prima.
Non ho mai pubblicato articoli scritti in prima persona, convinzioni probabilmente legate ad echi di insegnamenti liceali; mi sono sempre ricordato che un articolo giornalistico dovrebbe essere scritto in terza persona, come se lo scrittore fosse un giudice imparziale di ciò che racconta.
Ma ci sono argomenti e storie che coinvolgono in prima persona l’autore, che sente l’esigenza di raccontare la vicenda dal proprio punto di vista.
Questo articolo è uno di questi casi e rappresenterà la famosa eccezione che conferma la regola, e sarà scritto in prima persona.

Premessa seconda.
Qualche mese fa avevo pubblicato un articolo sul CrossFit, intervistando un’amica, coach del box CrossFit Bareggio, che mi introdusse a questo particolarissimo modo di praticare esercizio fisico.
Quello era un articolo che si proponeva di presentare i lettori al CrossFit, mostrandone l’essenza, le caratteristiche e come viene praticato.
Inutile dire che, dopo aver condotto la ricerca per la stesura di quell’articolo e dopo averlo scritto la curiosità per il crossFit crebbe sempre di più in me, decisi così di iscrivermi in un box e provare questa nuova esperienza.
Rimasi folgorato.
Credo che i miei poveri compagni di squadra (gioco a calcio) se avessero potuto mi avrebbero strozzato: parlavo solo di crossFit, di quanto mi facesse stare bene e quanto fossero elettrizzanti gli allenamenti. Ma non solo loro, tutti sapevano che mi ero iscritto a crossFit perché ne parlavo con chiunque, sempre, ogni volta. Così, perché non tornare a parlare di crossFit? Questa volta però non solo sapendo cosa sia, ma essendo un crossFitter a tutti gli effetti.

Fate crossFit non fate la guerra.

Perché uno dovrebbe iscriversi a crossFit? Questa forse è la madre di tutte le domande.
È spesso presentato come una variante meno noiosa della palestra tradizionale, ed è un mezza verità questa, perché nel crossFit si fanno spesso gli stessi esercizi che si fanno in palestra: panca, affondi, stacchi col bilanciere, trazioni (trazioni spessissimo, tantissime, una marea); inoltre, così come la palestra permette di “metter su” muscoli, l’idea alla base del crossFit è la stessa: aumentare la massa muscolare e migliorare la propria forza fisica.
Quello che cambia fra le due attività è indubbiamente come gli obiettivi vengono perseguiti, o, per dirla ancora più chiaramente, quello che differenzia il crossFit dalla palestra è il tempo.

Un allenamento in palestra, se condotto bene, con le giuste pause e le giuste ripetizioni richiede almeno molto tempo (da un minimo di almeno un’ora e mezza ad un massimo di due, due ore e mezza).
Certo, posso andare in palestra, prendere un bilanciere fare due colpi di panca piana e andar via, ma quello non è allenarsi bene.
Il crossFit riduce drasticamente le tempistiche.
Solitamente un allenamento è diviso in 4 fasi: qualche minuto di riscaldamento, una parte di tecnica dove si impara o si perfeziona qualche esercizio particolare, una parte di potenziamento (in cui si lavora con molto peso su uno specifico movimento) e l’allenamento vero e proprio, il wod (work of the day).
È il wod la discriminante vera e propria, perché le prime tre parti vengono solitamente svolte in un tempo breve, raramente mi è capitato di superare i 15/20 minuti; il wod invece può variare.
Ci sono due grandi famiglie in cui i wod generalmente si dividono, quelli che prevedono un tempo di esecuzione stabilito, e quelli in cui gli esercizi devono essere svolti nel minor tempo possibile.

Facciamo qualche esempio.

Un wod dell’ultimo tipo può essere: 300 squat nel minor tempo possibile.

Siccome però 300 squat consecutivi sono umanamente impossibili da fare, ogni volta che sei costretto dal tuo corpo a fermarti, “per punizione” il wod può prevedere di dover fare 20 trazioni (o pull up) e 20 flessioni (o push up).
Benissimo, il wod allora è: 300 squat, ad ogni pausa 20 pull up e 20 push up.

In quanto tempo riesco a fare tutta questa roba? Quanto sono allenato? Questa è la sfida.

I wod con un tempo prestabilito invece si dividono a loro volta in due:

  1. Amrap
  2. Emom

Un wod amrap (as many rounds as possible) è un wod in cui l’allenamento prevede un piccolo circuito di esercizi (ogni volta diversi, decisi dal coach), da ripetere più volte possibile in un limite di tempo uguale per tutti. Anziché contare il tempo, in un amrap si contano i giri.
Gli emom invece sono wod strutturati utilizzando i minuti.
Mi spiego meglio, un emom, come un amrap, prevede un tempo limite; ad esempio 14 minuti: se in un amrap lo scopo è fare più giri possibile del circuito in 14 minuti, l’emom invece ti fa lavorare minuto per minuto.
Un esempio di emom può essere: 14 minuti, 8 frontsquat (squat tenendo il bilanciere all’altezza delle spalle) e 8 boxjump (salti a piedi uniti su di un rialzo di altezza variabile); nel primo minuto bisogna fare 8 frontsquat, nel secondo minuto i boxjump, poi ancora frontsquat e così via..
Se gli otto frontsquat vengono eseguiti prima della fine del minuto, il resto del tempo fino allo scoccare del minuto successivo è dedicato al riposo.
Questo è un emom.

Tirando le somme, fra esercizi di riscaldamento, potenziamento e wod il crossFit non vi porterà mai via più di un’ora al giorno, dimenticatevi di trascorrere tutta la mattinata in un box.
Il crossFit è tutto condensato, tanta attività in pochissimo tempo.
Se una delle scuse che dite a voi stessi è “non ho mai tempo per andare in palestra”, per non andare a crossFit dovrete inventarne un’altra.
Altro motivo per il quale, per me, è preferibile alla sala pesi classica.

Ma io scelgo crossFit anche per un tipo di discorso che trascende il fatto fisico in sé, per l’idea che c’è sotto, per quello che il crossFit è nella sua essenza più viva.

Perché, come si può vedere dagli esempi fatti prima, i tipi di wod sono tutti strutturati in modo che il crossFitter sia sempre stimolato a fare l’esercizio più velocemente possibile, o per finire prima, o per fare più giri, o per riposarsi di più.
Ogni wod, ogni allenamento è una sfida nuova. È questa forse la componente più affascinante, ogni volta ti viene chiesto di alzare l’asticella del proprio impegno di qualche spanna.
È massacrante dal punto di vista fisico, un enorme dispendio di energie in un lasso di tempo brevissimo; proprio per questo infatti il crossFit è soprattutto uno sport mentale, e solo dopo è un allenamento fisico.
Lo scopo non è far vedere di essere in grado di alzare da terra 150 chili, ma di riuscire a chiudere il wod, facendo ogni esercizio ed eseguendolo correttamente.

Il crossFit insegna la disciplina, molto di più di quanto lo si creda, perché a metà wod si inizia a sentire male ovunque, i muscoli urlano, le gambe tremano e le braccia pesano come macigni: riuscire a finire il percorso in queste condizioni, è questo il crossFit. È non mollare a due trazioni dalla fine, è sapere che manca ancora un solo minuto di amrap e non ascoltare il proprio corpo che dice che sei stato bravo e puoi anche finire un attimo prima. No! Manca un minuto? E allora io darò tutto me stesso fino all’ultimo secondo.

Per tutti questi motivi io l’ho preferito alla palestra, di gran lunga.
Se cercate un modo di migliorare la vostra forza, di migliorare il vostro aspetto fisico potete scegliere qualsiasi cosa che preveda l’utilizzo di pesi, se invece volete lavorare su voi stessi e sulla vostra disponibilità al sacrificio, scegliete crossFit; trasforma il vostro fisico, perché in ogni allenamento usate tutto il vostro corpo e non un pezzo alla volta, ma nella sua totalità, mente compresa. Il crossFit migliora la vostra resistenza fisica, ma anche quella mentale; aiuta e potenzia il corpo (perché la forza migliora naturalmente, allenamento dopo allenamento) ma potenzia la mente perché insegna a fare quei “centimetri” in più di cui parlava al Pacino in “Ogni maledetta domenica”.

Lavorando così bene sul piano fisico il crossFit aiuta a migliorare le prestazioni anche in altri sport, se siete già atleti a livello agonistico magari allora questo discorso non fa per voi; ma chiunque stia cercando un modo per essere più in forma a calcio, a pallavolo, a basket o in bicicletta, chiunque senta l’esigenza di allenarsi di più, di mettere alla prova il proprio fisico allora deve provare crossFit.
Perché quello che in realtà rappresenta, va molto più lontano del semplice “fare pesi”. Mischiando così inscindibilmente corpo e mente il crossFit incarna l’idea alla base dello sport, qualsiasi esso sia: andare oltre i propri limiti.
Essere degli sportivi vuol dire mettersi alla prova ogni allenamento, vuol dire dire a se stessi:  “cosa sono in grado di fare oggi?”; l’essenza pura dello sport è quella di essere una competizione, ma l’avversario principale siamo noi stessi;  fare sport vuol dire riuscire a fare più di quello che noi pensiamo di saper fare, è essere in grado di correre solo 20 km e correrne invece 25, passo dopo passo, pedalata dopo pedalata, scatto dopo scatto, fino al traguardo.

Questo è fare crossFit.
È continuare stremati, nonostante tutto, fino alla fine dell’allenamento.
Una bella metafora della vita.

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