(fonte immagine: http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-mercato/2017/03/21-23247372/milan-donnarumma_gigio_prigioniero_delle_scatole_cinesi/?cookieAccept)

La domanda di queste ultime ore è proprio questa: quanto vale davvero Gigio Donnarumma?

Hai solo vent’anni, gli ha sussurrato nell’orecchio Buffon ieri sera a fine partita. Forse invece abbiamo sbagliato un po’ tutti la valutazione. Dentro e dietro queste due traiettorie così lontane la domanda è inevitabilmente quella posta. Domanda lecita e doverosa, sul declino di una finale che avrebbe dovuto sancire il passaggio di testimone tra l’eterno Buffon e l’erede designato, tra chi è stato ed in parte ancora è il migliore portiere del mondo degli ultimi 15 anni e quello che ne avrebbe dovuto, secondo la comune aspettativa, prendere il posto. Invece non è andata così nella drammatica, per Gigio e compagni, serata all’Olimpico di Roma.

Su Donnarumma e sulle scelte di inizio stagione ci sarebbe molto da dire e discutere. Proprio a partire dal connubio con Mino Raiola, fino alla sensazione che in fin dei conti questo ragazzo, apparentemente così sicuro, non deve essere che essere qualificato per quello che è: cioè un giovane talentoso con tanta strada ancora da fare. Errore della dirigenza e anche nostro, un po’ tutti lo abbiamo definito come il degno erede di Buffon, anche se oggi la maggior parte dice di non averci mai creduto. I tifosi e non solo hanno disegnato l’immagine di un campione sul foglio di un buon portiere. Un buon portiere e nulla più; e questo non vuole assolutamente ridimensionare Gigio, ma chiamare le cose con il proprio nome al fine di restituirle alla realtà dei fatti. Se parliamo di fatti, a 19 anni non si è campioni e non bisogna nemmeno esserlo. Guadagnare molto non significa per forza valere altrettanto. Il Psg si era detto disposto a pagarlo 40 milioni. Così poco? Era stata la risposta, risposta che dopo ieri sera potrebbe essere: Così tanto?

Dodici mesi fa il club rossonero era certo di avere tra le mani un pezzo da novanta, novanta come i milioni che si erano ipotizzati come valore del suo cartellino. All’olimpico Donnarumma ha commesso due errori tecnici clamorosi, mostrando nuovamente le difficoltà che ha sui tiri alla sua sinistra e nelle prese. Tutti difetti che si possono migliorare, nessuno vuole insinuare che la sua carriera sia finita ancora prima di iniziare, ma per migliorare tutto deve essere sostenuto da lavoro ed umiltà.

Gigio ha voglia di ricominciare da qui?

Perché in fin dei conti il punto è proprio questo: ricominciare. Ha corso troppo e ora è come se fosse rimasto senza fiato. Il tempo per migliorare e guadagnare c’è e ci sarà soprattutto se il lavoro viene condotto in maniera diversa, lontano anche e soprattutto dall’accanimento mediatico. Vent’anni, in realtà, non li ha nemmeno e ci vorrebbero delle spalle grandi almeno quanto le sue per abbracciare Gigio e asciugare le lacrime di un ragazzo che ha già troppi conti da fare.

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