Giovani demotivati o un sistema educativo ormai inefficace?

Tante volte, quando mi capita di parlare con degli allenatori, sento dire che questa generazione è “svogliata”. Si parla spesso di ragazzi senza motivazione, che ci guardano aspettandosi sempre qualcosa e quasi mai prendendo iniziativa. “Io non mi sarei mai permesso“, “non reagisce“, “sembra che sia qui a caso“. Ecco, ci siamo mai chiesti “perché”? Ad esempio: perché è qui? Perché è venuto/a ad allenarsi? Domandarcelo potrebbe sconvolgere il quadro generale

Siamo sicuri che questi ragazzi non abbiano voglia? Oppure sono talmente “scottati” dalle diverse delusioni che non osano esporsi? Proviamo a metterci nei panni di un ragazzo che, ogni volta che prova un esercizio, viene ridicolizzato dall’allenatore. “Hai dimenticato la testa a casa?“, “stai giocando bendato?“. Perché provarci ancora? Le ferite fanno male, sono ancora vive… “e se poi sbaglio?” Il rischio di un’umiliazione è troppo elevato e la sua capacità di far fronte a tutto ciò si è ridotta a zero. Ed ecco che, per non soccombere, non si espone, non fa. Però si presenta agli allenamenti. Certo, ci dice che lo hanno obbligato e lui/lei nemmeno vorrebbe essere lì, però c’è. 

E allora, la prossima volta, davanti ad un ragazzo demotivato proviamo a chiederci che cosa ci stia comunicando realmente. Forse, scopriremo che dietro quell’apparente demotivazione c’è semplicemente una grossa ferita. 

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