Doping, non accettare i propri limiti

(ukad.org.uk)
(ukad.org.uk)

Che cos’è il doping? Quali effetti provoca? Perché una persona decide o è spinta ad assumere sostanze dopanti? Il bello di infrangere i propri limiti viene meno quando il risultato è raggiunto attraverso “scorciatoie”?

Nonostante si parli molto di doping, credo che valga la pena parlarne, porsi domande ed indagare sul fenomeno. Questo articolo non vuole rimproverare né giudicare, è solo uno spunto di riflessione per poter ricavare un’ idea ben precisa sul tema.

Quindi partiamo. Doping significa assunzione di sostanze che hanno lo scopo di aumentare il rendimento fisico, quindi la prestazione sportiva. Esistono diverse categorie di sostanze usate per il dopaggio. Gli stimolanti, i quali aumentano l’attenzione e la concentrazione ed appunto stimolano l’attività fisica. I narcotici che permettono di alleviare i dolori, così che l’atleta possa gareggiare anche se infortunato. Gli anabolizzanti, utilizzati per potenziare la propria muscolatura e innalzare i livelli di massimo consumo di ossigeno. I beta-bloccanti per lo stress. I diuretici che servono per eliminare i liquidi in fretta. Gli ormoni peptidici simili agli anabolizzanti, ma meno visibili durante la verifica. L’eritropoietina per migliorare il trasporto di ossigeno e l’autoemotrasfusione che consiste nella trasfusione di sangue (spesso dello stesso atleta prelevato precedentemente). Ora che ci siamo fatti un’idea di quali sono e quali effetti provocano cerchiamo di capire perché vengono assunte. (Prima però facciamo un chiarimento, le categorie sopra elencate sono tra quelle più abusate, nel senso che una sostanza dopante è una qualsiasi sostanza che aiuta a superare i propri limiti fisici).

Un’atleta spesso comincia la sua carriera per passione, e per passione vuole spingersi sempre oltre cercando di arrivare al massimo del suo potenziale. Tutti vorrebbero essere campioni nel proprio sport, e questo ci stimola a spingerci sempre oltre. Ma abbiamo un limite. Questo limite spesso non è accettato. Ma da chi? A volte è l’atleta stesso che non li accetta e cerca un modo per andare oltre. A volte c’è qualcuno alle spalle che spinge verso questa strada, direttamente o indirettamente. Nel senso che non sempre è una richiesta diretta da parte di qualcuno, può essere anche che il peso delle aspettative della prestazione porti ad una frustrazione tale che l’atleta si abbandona a questi “rimedi” decisamente sbagliati. Sbagliati non solo verso gli altri, verso i tifosi, gli avversari e soprattutto se stessi, ma anche perché pericolosi. Chi fa uso di doping, molto spesso, non si limita all’uso di una sostanza, ma prende un “cocktail” di questi. Questo mix di sostanze non solo è altamente pericoloso, ma può provocare effetti contrari a quelli richiesti. Il corpo non ce la fa più e cede, con a volte esiti mortali.

Ma il punto che ritengo più interessante è quello legato alla soddisfazione. Come sta un atleta che vince una gara sotto effetto di doping? Non prova rimorso? Non solo per aver ingannato gli altri, ma soprattutto per aver ingannato sè stesso? Non credo che vi sia gusto nel superare un limite grazie ad un aiuto esterno. Ma di questo non sempre l’atleta è consapevole. Perché fino a che una sostanza è legale non ci si fa molte domande, la si assume. Fino a che questa è assunta dalla maggior parte delle persone e nessuno dice che è dannosa ci si sente liberi di prenderla senza infrangere alcuna legge, “la prendono tutti”. Anni fa sostanze prese con regolarità e legali sono oggi proibite.

Ormai si sa, nel mondo dello sport agonistico, praticamente la maggior parte delle persone assume sostanze che “aiutano” ma non viene definito doping in quanto sono sostanze legali. Di questo fatto ne ha parlato Bergomi in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

La conclusione come al solito la lascio a voi, il giusto o  sbagliato nel mondo dello sport sembra essere deciso dalla legge, ma se una sostanza è legale è comunque “eticamente legale”? voi cosa fareste se gareggiaste ad alti livelli sportivi e vi venisse chiesto di prendere qualche sostanza legale per aiutare il vostro rendimento? Personalmente non so come mi comporterei, la pressione e la situazione spesso confondono le idee su cosa è giusto e cosa non lo è. Credo che un vero sportivo, un vero vincitore sia quello che raggiunge il proprio limite e lo supera con le sue capacità.

Per chi è interessato ad approfondire questo argomento il nostro archivio racchiude ben sette articoli che parlano del doping, in particolare: 

“Imparare da chi ha sbagliato: due messaggi importanti per tutti gli sportivi!”  articolo commentato da Alessandro Donati, ex allenatore di atletica leggera e attuale consulente per la WADA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *