Dustin Johnson: il drive che sfida il tempo

E voi, alla domanda: il golf è uno sport noioso, cosa rispondereste?

In effetti, visto da fuori, può anche sembrare uno sport monotono, con pochi stimoli, poco “sport”. Spesso ci si rifiuta proprio di sperimentarlo; i grandi sportivi ritengono che arrivati sul campo di prova, o lo si odia o lo si ama. Il golf non è affatto uno sport noioso, nessuno vuole obbligare nessuno a giocarci, ma sicuramente portare più persone in questo settore non può che far bene, non può che essere linfa vitale per mantenerlo in vita.

Quando si pensa in negativo rispetto ad una cosa, non si va mai totalmente a fondo di essa. Ci verrebbe dunque da dire: sport noioso, nessuno lo pratica, non ci sono campioni. Ed è proprio lì che ci sbagliamo! Ripercorriamo insieme i successi dell’attuale numero uno di questo mondo.

Dustin Hunter Johnson nasce in Colombia nel 1984, golfista statunitense è un professionista del circuito PGA. Lo sportivo in questione possiede uno dei drive più lunghi del circuito e dal 2009 al 2011 ha concluso al terzo posto della classifica del drive medio più lungo. Passa al professionismo alla fine del 2007, fino ad ora si è affermato in quindici tornei, ed è attualmente l’unico giocatore del PGA Tour ad aver vinto almeno un torneo per stagione. Johnson vanta quattro titoli WGC, di cui il secondo, nel 2015, vinto al ritorno da un periodo lontano dai campi. Dopo diversi piazzamenti nei tornei major, tra cui il secondo posto all’Open Championship del 2011 e il secondo posto allo U.S. Open del 2015, riesce finalmente a trionfare, vincendo lo U.S. Open del 2016. Comincia ufficialmente la sua scalata. Qualche settimana dopo si impone al WGC – Bridgestone Invitational conquistando la sua undicesima vittoria in carriera e, come se non bastasse, proprio in questa stagione, vince la terza tappa dei playoff della Fed Ex Cup, il BMW Championship e viene nominato PGA Tour Player of the Year. Nel 2017 vince il Genesis Open e diventa per la prima volta numero 1 al mondo. Due settimane dopo, da numero 1 al mondo, vince il WGC Mexico Championship. Alla fine di marzo vince il WGC dell Match Play, divenendo l’unico giocatore ad aver vinto tutti e quattro i tornei WGC.

Cosa dire, sembra irreale questa quantità di successi e trofei. Si pensi anche al fatto che sono sudore della sua fronte, grinta del suo animo e forza delle sue braccia e gambe. Johnson imbrocca la mazza e sa che davanti alla pallina c’è solo lui, lui e i suoi sforzi, lui e i suoi nervi, lui e il suo agonismo. Fa così bene essere soli davanti alla difficoltà per avere una gloria tutta personale? Non è più facile essere all’interno di una squadra dove, se sbagli, la colpa non è poi tutta tua?

Gli sport individuali chiamano a rapporto l’autonomia e il senso di responsabilità individuale. Specificamente, è Johnson che dovrà affrontare le competizioni, è sul verde da solo e quello è il suo momento. Per non parlare delle difficoltà… va tutto bene quando si vince, ma quando si perde? Diversamente dallo sport di squadra, si impara ancora di più che esistono delle conseguenze ai propri comportamenti e, quindi, se manca zelo e desiderio di allenarsi costantemente, allora non si riuscirà a migliorare sempre di più, aumentando le probabilità che le competizioni vadano male sia in termini di performance che di risultato.

Negli sport individuali e più precisamente nel golf, l’aspetto mentale viene curato meticolosamente; non esiste giocatore di golf che ambisca ad ottenere risultati sul campo senza predicare una giusta preparazione agonistica mentale. Ha senso parlare di psicologia del golf? A mio modesto parere, ha più che senso. Ricerche empiriche sono state compiute da psicologi dello sport, e costoro hanno identificato le variabili di comportamento che influenzano le prestazioni degli atleti. Ed è grazie a queste ricerche che si è potuto fugare una serie di dubbi.

Un giocatore di golf sa bene che la riuscita della sua gara è influenzata in modo significativo dal modo in cui regola le sue emozioni e la sua capacità di ragionamento. L’uso della mente è molto importante per governare la tecnica, mago nel farlo è proprio Dustin Johnson.

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