E’ possibile far convivere sport e studio?

Sport e educazione. Un binomio (quasi) perfetto negli Stati Uniti dove gli atenei universitari si trasformano in vere e proprie fucine di talenti.

Dal basket al baseball passando dal football, è risaputo come il sistema sportivo americano si basi sul lavoro svolto dai college che permettono alle giovani promesse di formarsi,  prima ancora di tuffarsi nel mondo professionistico.

Un ulteriore conferma della bontà di questo modello è arrivata pochi giorni fa. Domenica scorsa al Stubhub Center di Carson in California si giocava la finale di MLS, la ‘Serie A’ di calcio americana.
In campo c’erano stelle come Robbie Keane e Landon Donovan, ma scorrendo la rosa dei Los Angeles Galaxy, squadra che poi andrà ad aggiudicarsi la partita, un dato balza subito all’occhio.
20 giocatori su 29 presenti tra le sue fila sono stati pescati dalle squadre dei college nazionali.

Si tratta di un numero eccezionale di ragazzi che hanno avuto la fortuna di seguire un corso di studi regolare prima di approdare allo sport di alto livello.

Un utopia in Italia, dove, purtroppo, la situazione non è così rosea.

Il binomio scuola-sport su cui si sorregge il sistema USA vive da noi una crisi profonda. Il supporto garantito ai giovano atleti è minimo, costringedoli spesso a fare una dolorosa scelta tra studio ed attività sportiva. Due elementi che dovrebbero sostenersi a vicenda ed invece faticano a convivere.

Un vero peccato visto anche che l’Italia è stato un paese all’avanguardia sotto questo punto di vista. Fu infatti a Torino che nel 1959 si svolsero le prime Universiadi, massima espressione dello sport universitario.
Auspicando un ritorno allo spirito innovatore dell’epoca, Stefano Paleari, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha sottolineato come i punti di vicinanza di questi due mondi siano maggiori di quello che si immagini.

“Penso che sport e università siano unite da molto,” ha scritto Paleari.
“Atleti e accademici insegnano all’intera società che, all’interno di un sistema di regole, la natura umana tende a rompere record e ad innovare.”

Entrambi compiono sforzi e sacrifici per raggiungere un obiettivo, sportivo o accademico, contribuendo così a migliorare le nostre vite.
Ed è questo, secondo Paleari, il ruolo che sport e mondo universitario dovrebbero avere all’interno della società.
“Esse non sono solo calibrati per insegnare le appropriate tecniche o metodologie,” conclude il Presidente. “ciò che importa è la trasmissione di principi e valori.”

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