E se fosse il contesto a definire la disabilità?

Ieri sera (lunedì 12 gennaio) si è tenuta presso il Palazzo CONI Lombardia la seconda serata del ciclo di incontri “I lunedì di Psico&Sport“. L’incontro in questione ha trattato i temi della disabilità e dell’inclusione sociale in maniera decisamente interessante. Grazie agli interventi di Maria Vittoria Mementi, Fabio Durante, Noemi Giudici e Florinda Trombetta, egregiamente gestiti dalle dott.sse Alice Quadri ed Eleonora Reverberi , la serata ha offerto molti spunti di riflessione. 

Uno in particolare, ed è quello su cui vogliamo soffermarci, riguarda il concetto di disabilità. L’incontro di ieri ci ha permesso di ragionare sul significato che affibbiamo al termine disabile. Chi è un atleta disabile? Quando una persona è disabile? Verrebbe da dire che lo è quando ha dei limiti nel compiere determinate azioni. Ma allora, ed è la riflessione scaturita dall’incontro con atlete come Florinda Trombetta e Noemi Giudici, non è forse il contesto a rendere disabile una persona? Naturalmente, una persona non vedente resta non vedente in qualsiasi contesto ma, in base ad esso, l’essere non vedente può essere o non essere una disabilità, un limite. Nel canottaggio, Florinda ha trovato il modo di riscattarsi, di viversi come atleta, qual è. In quella barca, non conta se sei non vedente: ti alleni, sudi, fai tanti sacrifici, ti è richiesto tanto e tanto devi dare se vuoi andare avanti ad essere un atleta. Ecco, seppur breve, questo post vuole provocare, vuole far riflettere che forse tutti noi abbiamo una disabilità, intesa come non abilità nel fare qualcosa, e che è il contesto, quindi, a fare la differenza. Il contesto, naturalmente, è fatto dalle persone, e sono le persone che possono cambiare le cose. Florinda Trombetta e Noemi Giudici ce lo hanno dimostrato, insieme a tutte le persone (allenatori, compagni di squadra, dirigenti, amici, etc.): lo sport è uno dei migliori, se non il migliore, contesto di inclusione sociale!

Vi lasciamo con questo video, utilizzato ieri sera, che ben sottolinea quanto qui velocemente introdotto. Dura poco più di venti minuti, ma vi consigliamo di trovare il tempo da dedicargli…

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