Edoardo Gori, il rugby nel cuore.

Edoardo Gori, Toscano ventiquattrenne, ha rilasciato recentemente un’intervista ad Urbansport. Per chi non lo sapesse, Edoardo, è un rugbista della Benetton Treviso. Il suo ruolo è quello di mediano di mischia. il percorso di Gori comincia nel Super 10 (vertice dei campionati italiani di rugby a 15 maschile) con i Cavalieri di Prato. Successivamente viene chiamato dalla Benetton Treviso per partecipare alla Celtic League (competizione di rugby a 15 per club tra squadre delle federazioni di Galles, Irlanda, Italia e Scozia). La sua prima apparizione internazionale la fa giocando contro l’Australia il 20 novembre 2010 a Firenze. Successivamente venne convocato per la Coppa del modo di Rugby 2011 dove giocherà solo contro la Russia nella fase dei gironi, segnando una meta.

Ma la sua passione nasce molto prima, quando suo padre, fin da piccolo, lo portava a vedere gli allenamenti di altri ragazzi. Gori definisce la sua carriera, fino ad oggi, faticosa e piena di sacrifici, ma altrettanto soddisfacente ed appassionante. Per descrivere il suo sport usa la parola SOSTEGNO. Come per ogni sport di squadra è una prerogativa per poter andare avanti e vincere. L’intervista tocca diversi argomenti. Dalla sua idea generale di rugby, a quella più pratica e tecnica sul campo, dal paragone con altre attività sportive ai suoi obiettivi futuri. Si capisce fin da subito l’amore di Edoardo per il suo sport. Infatti Gori lascia casa quando ha diciassette anni per iscriversi all’accademia del rugby dove rimane per tre anni.

Quando gli viene chiesto cosa si prova ad entrare in campo e come si fa a sopportare il dolore dei contrasti, Gori risponde che è un’esperienza unica, e successivamente spiega come il livello di adrenalina, che in quel momento è davvero alto, aiuti a non sentire i piccoli dolori. Successivamente gli viene fatta la solita domanda che si fa a chi non pratica calcio: ovvero, se sia infastidito dal ruolo in secondo piano del suo sport rispetto all’ “intoccabile” calcio. Naturalmente, non gli fa piacere fare un confronto così disequilibrato a livello di seguito. Infine racconta i suoi prossimi obiettivi. Ovvero giocare nel migliore dei modi nella sua squadra e partecipare al Sei Nazioni del prossimo Febbraio/Marzo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *