Essere come l’acqua: lo Zen e il ciclismo. La vicenda di Manuel Quinziato.

Manuel Quinziato (BMC Racing Team 2012)
Manuel Quinziato (BMC Racing Team 2012)

Quest’estate sulla Gazzetta dello Sport è uscita una singolare intervista di Manuel Quinziato, vincitore dell’ultima tappa dell’ Eneco Tour, la corsa che si corre fra Belgio e Olanda.
È un’intervista significativa soprattutto se consideriamo come è arrivata la vittoria.
Nella tappa regina, con diversi muri delle Fiandre a caratterizzarne il percorso, il corridore della BMC si è inserito in una fuga di 14 chilometri. A 40 km dall’arrivo aveva deciso di cambiare la situazione in corsa, accelerazione spaventosa e testa del gruppo raggiunta. Ormai prossimo alla sommità, Quinziato ha piantato uno scatto che non ha lasciato scampo agli avversari. I metri di vantaggio da 5 sono diventati 50 in un battibaleno. Da lì in avanti una piccola crono individuale di 5 chilometri fino a Geraardsbergen, con l’arrivo posto ai piedi del Muur che incorona un corridore scaltro e generoso, oltre che pedalatore e lavoratore vero. E buddhista.

Già perchè è il buddhismo il co-protagonista di questa vicenda. Le parole di Quinziato dopo la corsa ci invitano a riflettere.
“Ho pensato al rimpianto che avrei avuto se non avessi vinto. Ai 500 metri mi sono detto: -O vinci o muori!- poche volte le gambe mi hanno fatto così male”.
Manuel era sul punto di mollare la corsa, il fisico non lo sorreggeva più. A quel punto è scattato qualcosa dentro di lui.
Il bolzanino è buddhista da circa tre anni. Possiamo dire che è stato aiutato da questa disciplina?
La domanda è retorica.
Il Buddhismo, e soprattutto la sua versione immediatamente pratica, lo Zen, è tutto dedicato alla disciplina della mente che ha sempre e comunque il predominio sul corpo. Insegna ad accettare le cose che accadono per quello che sono. Abbiamo ampiamente affrontato questi argomenti nella nostra rubrica PistaAlloZen.
Nella vicenda di Manuel, lo zen insegna a fare i conti con il dolore fisico e la stanchezza.

Si è stanchi nelle gambe, ma soprattutto in testa. Si è stanchi di essere stanchi. E ci si ferma, convinti che “più di così non posso fare”. Il corpo ha vinto.
Ma se il controllo è nella testa, se poniamo il nostro limite ancora un po’ più in la, allora si aprono prospettive meravigliose.
È quello che è successo a Manuel Quinziato.
Per gli occidentali arrendersi ha un significato negativo. Gli orientali sono migliori di noi in questo, essi ritengono che quando il fisico non ci sostiene più allora è arrivato il momento di cambiare strategia.
Arrendersi per uno che pratica zen significa semplicemente cambiare punto di vista, significa essere come l’acqua.

Stiamo pedalando, siamo al massimo della nostra energia e ci accorgiamo che stiamo finendo le forze, ogni pedalata è una pugnalata alle gambe...dobbiamo smettere di pensarci. Imparare a convivere con quel dolore, con quella sensazione, non farci caso e lasciarla andare via. Come non si può trattenere l’acqua fra le mani il dolore va via allo stesso modo. Non facciamo più resistenza e impariamo a fluire, come l’acqua appunto. E’ decisamente più facile arrendersi, finirla lì e magari anche autoconvincersi che “comunque ho dato tutto, non ho rimpianti”. Ma spesso è una bugia che ci raccontiamo, incapaci come siamo di fare veramente i conti con noi stessi. 

Con lo zen impariamo ad abbandonare il corpo per un secondo per poi immediatamente ritornarci con una mente diversa. Non possiamo pensare di fermare una valanga ponendoci semplicemente davanti ad essa, ne verremo travolti. Non possiamo fermarla, dobbiamo lasciarla passare e farci da parte. Ugualmente in questa situazione, impariamo a lasciarci andare. Non possiamo strapparci le gambe e pedalare senza di loro. Siamo qui, in sella alla bici, in questa corsa con questo dolore. E’ così, non possiamo farci niente. E allora lasciamo che tutto scorra via, naturalmente, semplicemente, magari anche soffrendo un po’. Una pedalata dopo l’altra e tutte insieme fino al traguardo. Ma è la mente il vero capo. È tutto nella nostra testa, se impariamo a controllarla abbiamo già vinto. Quinziato ha vinto in questa maniera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *