ESSERE LEADER: motivare e guidare il gruppo al raggiungimento dei propri obiettivi

Questa settimana di Champions League ci ha regalato molte emozioni e grandi colpi da fuoriclasse. Grandi risultati ottenuti grazie al gruppo e ad alcuni giocatori capaci di trascinarlo e portarlo alla vittoria, come Cristiano Ronaldo, Kakà, Ibrahimovic, Ribery. Questi campioni non sono “altro” che leader, grandi leader con stili diversi ma comunque in grado di aiutare la squadra a raggiungere la vittoria o di trascinarla fuori dai guai nei momenti di crisi. Il compito di ogni leader è infatti principalmente questo: indicare (to lead) la strada da percorrere ai propri compagni, tenendo sempre la testa del gruppo! Si distinguono poi due tipologie principali di leader, sulla base del proprio orientamento. Leader orientati al gruppo sono leader che motivano alla coesione, che vedono l’efficacia del gruppo come conseguenza di un buon affiatamento. Leader orientati al compito, invece, mettono al primo posto il risultato del gruppo,fissando gli obiettivi e porgendo molta attenzione ai tempi. In ogni caso, qualunque orientamento posseggano, la comunicazione risulta fondamentale. I leader infatti devono essere comunicativamente efficaci, poiché è attraverso la comunicazione che possono motivare i propri compagni di squadra, stabilendo gli obiettivi in maniera tale che siano sentiti come propri da parte di tutto il gruppo. La motivazione non passa, naturalmente, solo attraverso la comunicazione verbale ma anche, e soprattutto, attraverso gli aspetti non verbali della comunicazione: i comportamenti, le azioni, ma anche gli atteggiamenti, influiscono notevolmente sulla motivazione trasmessa. Non è leader chi sta in disparte, impartendo ordini dall’alto, il vero leader è colui che motiva con il corpo, diventando da esempio con le azioni e con le parole, portando il proprio gruppo alla vittoria, all’ottenimento dei risultati, vivendo il percorso in prima persona! Un leader deve saper anche delegare, è chiaro, ma la delega non deve mai essere un’occasione per “scaricare” le proprie responsabilità! Il leader che delega deve fidarsi del “delegato”, sapendo però che la responsabilità ultima ricade sempre su di lui!

Ma leader si nasce o si diventa? Entrambi! La leadership può essere una qualità appresa, ma deve comunque poggiare su alcune caratteristiche di personalità, come il carisma. Essere leader non è un compito facile, ma se portato avanti con passione, può dare enormi soddisfazioni, a sé stessi ed agli altri. Ricordiamoci sempre che l’obiettivo del leader è l’indipendenza del gruppo: nessun leader può mirare a creare dipendenza nel proprio gruppo, anzi, il lavoro di ogni leader termina nel momento in cui i membri del proprio gruppo sono in grado di divenire leader a loro volta!

Per concludere, vogliamo sottolineare come conoscere le caratteristiche della leadership ed i modi migliori per metterla in atto può permettere ad allenatori, dirigenti o atleti di svilupparla in maniera ottimale o di riconoscerla precocemente negli altri!

MenteSport

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