Essere Leader: questione di…?

Giovedì 19 maggio si è tenuto il workshop “Emotional Sport & Business” presso il Centro Pavesi Fipav. L’obiettivo era quello di riflettere insieme ai partecipanti sulle sinergie tra il Mondo dello Sport e quello del Business. Esistono punti di contatto? Un buon sportivo sarà anche un buon lavoratore? O non esiste nessun tipo di relazione tra queste due realtà? Tra i molti argomenti toccati, vogliamo soffermarci brevemente sul tema della Leadership. Siamo tutti d’accordo nell’affermare che vi siano leader nel mondo dello sport e leader nel mondo del lavoro. Esistono l’allenatore ed il manager, il capitano ed il responsabile, il punto di riferimento cambia “etichetta”, ma rimane sempre lui! E allora? Come lo definiamo? Il leader efficace, è colui che è in grado di gestire e coordinare una squadra, è una persona dotata di intelligenza emotiva. Ovvero? Niente di più che la capacità di riconoscere le nostre emozioni, saper vivere con esse, riconoscerle negli altri e sapersi relazionare con loro. Semplice, no? No, siamo d’accordo. D’altronde, se fosse semplice saremmo tutti leader, ed il concetto stesso di leadership perderebbe quindi di senso. Ma si può allenare! Si può imparare a sviluppare una capacità di leadership emotiva, così come teorizzata da Goleman. Ma, ancora una volta, non è semplice. Essere leader efficaci, leader emotivi, richiede impegno, fatica e pazienza. Ci vuole tempo e voglia di mettersi in gioco! Per fortuna, non bastano una decina di libri sulla leadership ma è necessario sperimentarsi in prima persona, con i rischi del caso.

“Io gestisco un gruppo, non faccio da baby sitter”. Spesso succede che sentiamo risponderci così, quando sottolineiamo il ruolo cruciale che comporta portare la propria attenzione al mondo emotivo, proprio ed altrui. Ma come potremmo mai confrontarci con una persona, senza considerare le sue emozioni? E come potremmo relazionarci con gli altri, dimenticandoci della componente emotiva? Non è possibile, perché non è possibile “dividere” la persona in compartimenti stagni. Non posso illudermi di relazionarmi con la mia squadra (sportiva o lavorativa che sia) senza considerare ogni suo aspetto. E così, ecco che davanti a me le persone appaiono in una nuova luce, più complete e, di conseguenza, la mia modalità relazionale si modifica, assumendo quelle caratteristiche globali necessarie per potermi definire un leader efficace.

Per questo, ESSERE LEADER È QUESTIONE DI… EMOZIONI!

Ment&Sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *