Buongiorno,

vi seguo da diversi mesi e trovo sempre molto interessanti i vostri articoli. In particolare l’ultimo mi ha fatto riflettere molto. Ho compreso i concetti e mi piacerebbe approfondire… come posso dimenticarmi di vincere? Perché è una frase facile a dirsi ma difficile a farsi!

Gentilissima/o,

grazie di averci scritto e di seguire la nostra rubrica. Come tu ben dici, “per vincere…devo dimenticarmi di vincere” è un’espressione semplice e quasi scontata ma che esprime un lavoro di allenamento mentale lungo, costante e approfondito (per chi non avesse avuto modo di leggere l’articolo cui ci riferiamo, potete trovarlo qui. 

In primis, concretizzare quell’ indicazione implica un vero e proprio cambio di atteggiamento nei confronti della pratica sportiva: quando competo, l’ obiettivo è focalizzarsi sul qui ed ora, su ciò che sto facendo, perché è solo la corretta esecuzione del gesto o dell’azione che può mettermi nelle condizioni di raggiungere il successo. Per raggiungere tale cambiamento di prospettiva occorre molto allenamento mentale! Ecco alcune strategie:

  • Definire obiettivi di prestazione che siano chiari e specifici, misurabili, alla propria portata e orientati all’azione. Ad esempio, se domenica avrò una gara di nuoto, gli obiettivi che mi porrò potranno essere orientati alla corretta esecuzione del tuffo, della virata e dell’impostazione del ritmo gara, ovvero tre elementi importanti al fine del risultato. Entrerò quindi in gara con tre idee ben chiare che guideranno la mia azione.
  • Stop dei pensieri! Spesso la mente corre in avanti, immaginando già come finirà la gara e le conseguenze del risultato, sia in termini positivi che negativi. L’anticipare in positivo significa ad esempio visualizzarmi mentre taglio la linea del traguardo festoso. Sicuramente è una carica di energia e di motivazione importante, ma è opportuno poi fermare tale immagine e visualizzare gli elementi importanti che mi permetteranno di raggiungere quel traguardo. Ad esempio, in una gara di corsa in montagna, poco prima della partenza, posso ripensare al percorso, ai passaggi più critici e a come gestirli, a come affrontare una discesa tecnica, etc…  Al contrario, anticipare gli eventi in termini negativi, come ad esempio immaginare di compiere un errore o di “sbagliare un esercizio mi viene sempre”, significa caricarsi di emozioni negative e andare in contro alla cosiddetta “profezia che si autoavvera”, cioè “una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità” (Merton, 1948). In questo caso occorre imparare a fermare questi pensieri, trasformarli in positivo e focalizzarsi sull’azione motoria che dovrò intraprendere. Per fare questo, un primo importante passo da compiere è iniziare a registrare, scrivendo su un foglio, tutti i pensieri scaturiti prima di una gara.

Carissima/0, spero che questi due semplici suggerimenti possano esserti utili per iniziare la tua strada verso il “per vincere…devo dimenticarmi di vincere!”

Fai la tua domanda!



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