“Farfalle nello stomaco”: ansia o adrenalina?

A quanti di voi è capitato, prima di una competizione, di sentire le famose “farfalle nello stomaco”? Immaginiamo in tanti! E’ normale, prima di una prestazione, che si verifichi una generale attivazione corporea ad indicare la prontezza del nostro corpo a reagire ed agire efficacemente alla situazione. E’ anche vero però che, un’eccessiva attivazione, sia controproducente all’azione motoria stessa. Quali allora i segnali di un sistema corporeo troppo agitato… da “farfalle nello stomaco”? Cuore che batte più forte del solito, respirazione irregolare, mani fredde, eccessiva sudorazione, tensione muscolare, dolori allo stomaco o alla pancia, aumento dell’attività gastrointestinale fino ad arrivare a situazioni di nausea o addirittura vomito prima della gara.

Ma cosa genera questa eccessiva attivazione del corpo? Il nostro approccio mentale! Usiamo come esempio il nuoto. Tanti sono i nuotatori, e non solo, che sperimentano stati di eccessiva agitazione prima della gara che spesso impediscono loro di performare al meglio. Interrogatevi perciò su quale sia il vostro assetto mentale alla competizione? Pensate alla gara nei termini di “speriamo che vada bene e riesca a fare il mio tempo” oppure concentrandovi sulla nuotata e sugli aspetti della prestazione che a breve farete (Es. tuffo, fase subacquea, virata, etc…)? Nel primo caso vi state focalizzando unicamente sul risultato, che non è sotto il vostro diretto controllo e spesso genera in modo inconsapevole il pensiero opposto “se non riesco a fare il mio tempo?” aumentando quindi il vostro stato di agitazione. Nel secondo caso invece vi state focalizzando su ciò che dipende solo ed esclusivamente da voi, la prestazione. In generale quindi prima di una prestazione è bene porsi un obiettivo di risultato che deve essere sempre sostenuto da sotto-obiettivi di prestazione (es. modalità di esecuzione del tuffo e della virata; ritmo di gara;….). In altre parole, abbiate ben chiaro dove vorreste arrivare e la strada da percorrere per arrivare alla meta!

Le farfalle nello stomaco dipendono quindi dagli obiettivi che ci si pone, che riflettono conseguentemente il proprio orientamento mentale, ma anche nel modo in si interpretano i segnali corporei. Possiamo infatti considerarli come indicatori di ansia e paura andando ad intensificare lo stato di attivazione oppure possiamo interpretarli come segnali di prontezza all’azione: “mi sono allenato bene, ho fatto tutto ciò che potevo fare per arrivare pronto alla gara, il mio corpo è pronto a dare il meglio di sé!”  

In conclusione, è normale provare le “farfalle allo stomaco” prima di una competizione. E’ il nostro atteggiamento mentale ad orientare la loro intensità ed efficacia in modo più o meno funzionale alla prestazione sportiva. Pensiero positivo, assetto mentale orientato a ciò che desidero e voglio fare e non a ciò che voglio evitare, obiettivi di prestazione sono strategie mentali utili per trasformare l’agitazione eccessiva in adrenalina! Ovviamente tutto ciò è questione di allenamento mentale e come per ogni tipologia di allenamento, per ottenere dei cambiamenti e dei progressi, è necessaria impegno, costanza, tempo e dedizione.

Mentesport

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