Federica Pellegrini: ho imparato a gestire l’ansia

Pellegrini

Qualche giorno fa è uscito un bell’articolo su Federica Pellegrini e la gestione dell’ansia. Come si legge dalle sue parole, la campionessa italiana ha sofferto a lungo di disturbi d’ansia, legati ad un evento traumatico del passato. “Arrivavo ai blocchi di partenza”, dice, “e fuggivo”. La Pellegrini sapeva benissimo che non sarebbe successo niente di pericoloso, ma non riusciva a contenere la tensione. Già, gestire la tensione non è facile! Far fronte allo stress, all’ansia in maniera efficace, non è cosa da poco. Come ci è riuscita? Con un percorso di mental coaching che l’ha resa capace di far fronte a queste situazioni. La nuotatrice afferma come i risultati non si vedano subito e che non bisogna demordere. Il percorso è infatti più o meno lungo a seconda della situazione e delle persone e, prevedere una sorta di “data di scadenza”, potrebbe essere fuorviante. Ma come si fa a superare questi momenti? Premettendo che ci sono diversi metodi, uno dei più utilizzati è il rilassamento. Imparare alcune tecniche di rilassamento e saperle applicare permette agli atleti di sciogliere la tensione per affrontare efficacemente la gara. Oltre al rilassamento, le tecniche di visualizzazione rappresentano un’ottima via per risolvere la situazione. Tramite la visualizzazione, gli atleti rivivono le gare, andando a “desensiblizzarsi” rispetto a quegli elementi identificati come fonti di ansia. Naturalmente, non è tutto qui. La razionalizzazione ed il confronto in studio sono il primo passo per un percorso di mental coaching finalizzato al superamento dell’ansia. Anche la concentrazione, il self talk ed il goal setting possono essere elementi importanti da considerare durante il percorso, come altri strumenti o tecniche più particolari, quali il bio-feedback, il neuro-feedback e l’EMDR (Eye Movement Desensitisation and Reprocessing). Senza voler entrare nello specifico riguardo queste tecniche, vogliamo sottolineare un aspetto ben preciso: l’ansia è una componente presente in ogni atleta, come è normale che sia! Non bisogna temerla o negarla, l’ansia ci serve per dare quel “qualcosa di più” in gara. Diventa dannosa quando non permette di dare il massimo, quando ostacola il corretto svolgersi degli eventi. Solo in queste situazioni è bene affrontarla, con un percorso di psicologia dello sport, per imparare a fronteggiarla efficacemente!

Ment&Sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *