Femminilità vs muscoli: la scelta della Radwanska

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Agnieszka Radwanska (sportmediaset.it)

 

Agnieszka è una donna, e come tale vuole mantenere la sua femminilità nonostante uno sport come quello del tennis, che ad alti livelli spinge sempre di più verso una preparazione fisica votata alla potenza e all’aumento della massa muscolare.

Scelta sicuramente coraggiosa per due motivi: se si considera che nella classifica della World Tennis Association femminile, in cui la Radwanska è settima, tra le prime dieci del ranking solo lei non ha voluto aumentare la sua massa muscolare. Scelta in totale contrasto con lo strapotere fisico di Serena Williams, fresca vincitrice di Wimbledon, e Maria Sharapova, che non si preclude un’aumento della massa muscolare per migliorare il suo gioco ed inisidiare il trono della Williams. L’altro motivo riguarda le prestazioni: da quando tre anni fa raggiunse la finale di Wimbledon, Agnieszka ha subito un crollo dei risultati da cui è riuscita a riprendersi recentemente attestandosi al settimo posto; crollo per molti da imputare al gap fisico.

Di questa idea è anche Tomasz Wiktorowski, il suo allenatore, che dichiara di sostenere la scelta di Agnieszka perchè “è una donna e come tale vuole essere considerata”. Al di là della questione “femminilità” e di quanto questa renda una donna “più o meno donna”, è sicuramente una scelta che vuole salvaguardare il suo benessere psicofisico dentro e fuori dal campo:”“La mia corporatura non è adatta per sostenere un’eccessiva massa muscolare. Anche se provassi a guadagnare qualche chilo non ci riuscirei”. Ma soprattutto non è neanche da escludere che una maggiore fisicità sia di per sè indice di un successo assicurato: Sara Errani, che non ha una stazza giunonica, è una delle tenniste più quotate non solo in Italia, e supplisce al suo fisico minuto oltre che con la sua bravura, anche grazie ad una modifica della racchetta, che lei stessa ha battezzato “Excalibur”.

Ma la vicenda del rapporto femminilità e sport è assai delicata. La campagna pubblicitaria della WTA  “Strong is beautiful” è stata criticata pesantemente perchè secondo molti sviliva l’aspetto sportivo concentrandosi maggiormente sulla sessualità. Anche nel Badminton tempo fa venne imposto alle giocatrici di giocare con la gonna «per assicurare un’immagine più attraente dello sport», obbligo pesantemente contestato da giocatrici e fan. Sono ben note in generale le campagne pubblicitarie capaci di attirare l’attenzione di una sportiva o di una squadra femminile strumentalizzando il proprio corpo. Non è sicuramente questo il luogo in cui approfondire questo argomento, ma come vi raccontiamo spesso lo sport è un contenitore in grado di riflettere tematiche e questioni che non riguardano solo sport, ma in questo caso prettamente sociali.

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