Fratelli nella vita. Ma in campo?

Dietro l’enorme macchina dell’Entertainment americano, che contraddistingue da sempre gli NBA All Star Game, si nascondono vicende romantiche, memorabili: è il caso dei fratelli Paul e Marc Gasol, i quali domenica sera si sono trovati l’uno contro l’altro durante la tradizionale sfida tra West ed East Conference, dove per la cronaca l’Ovest si è portato a casa la partita (163-158) ed il titolo Mvp è andato a Russell Westbrook, che con 41 punti sfiora il record di Chamberlain (42).

L’inizio partita è tutto loro con il commovente abbraccio e poco dopo, partendo entrambi titolari, si sfidavano la contesa della palla a due. Nonostante la regola non scritta che suggerisce ai partecipanti “zero difesa” per lasciare spazio allo spettacolo, il loro approccio è tipicamente europeo: provavano pure a difendere.

L’intervista comparsa settimana scorsa sulla Gazzetta, racconta le loro sensazioni: “Questo All Star Game è un premio e un riconoscimento per quello che stiamo facendo in questa lega. E vogliamo godercelo” racconta Pau. Una festa per due fratelli da sempre legati nonostante i 4 anni e mezzo di differenza. Pau è il maggiore, il fenomeno, quello con al dito due anelli, vinti ai tempi dei Lakers. Marc è il minore, l’ex fratellino ciccione diventato fenomeno a Memphis, dove era nata la leggenda di Pau. Entrambi riservati, entrambi simboli di un modo di vivere il basket lontano dai riflettori, senza dimenticare il successo. “Penso che questa partita sia anche un grande regalo per tutta la nostra famiglia”.
“Siamo legati da sempre – dicono in coro -. Il nostro rapporto ovviamente si è evoluto quando siamo cresciuti, e ora siamo davvero vicini. Ma quando scendiamo in campo le cose cambiano, perché sappiamo quanto vincere sia importante per ognuno di noi. Quando giochiamo l’uno contro l’altro non ci guardiamo mai negli occhi, sappiamo a malapena che c’è l’altro. Ci conosciamo a memoria, quindi diventa davvero difficile sorprendere l’altro. E quando finisce la partita non ne parliamo, perché sappiamo che uno dei due ha perso e non sarà molto felice di rivivere quello che è appena successo. Abbiamo entrambi una natura molto competitiva, ma questo non ha mai influito sul nostro rapporto come fratelli”.

“Abbiamo entrambi caratteristiche che ci rendono unici – spiega Marc -. Ma quello che ci rende veramente speciali è il modo in cui vediamo il gioco, il fatto che cerchiamo sempre di fare la cosa giusta per la squadra. Non siamo egoisti, sappiamo che la squadra viene prima di tutto. Pau ha qualità che io non mi sognerei mai di imitare, sia perché sarebbe stupido da parte mia sia perché fa cose che nessuno ha mai fatto prima. Non con quella facilità, almeno”. “Siamo entrambi felici di quello che siamo – continua Pau -. Come ha detto Marc siamo diversi, ma abbiamo anche tanto in comune. Cerchiamo di fare la giocata giusta, di trovare il compagno che ha la migliore opportunità di fare canestro, di migliorare i compagni di squadra. Marc ha una natura competitiva tale che non molti altri giocatori hanno e che lo rende unico, così come la sua passione e la sua leadership”.

Anche Lebron James ai media internazionali ha elogiato gli “incredibili” Fratelli Gasol prima del match, primi fratelli e primi europei a partire nel quintetto titolare, uno contro l’altro, Marc, centro dei Menphis Grizzlies e Paul, dei Chicago Bulls. “Credo sia fantastico. Sarà la prima volta in cui avremo due fratelli titolari nell’All Star Game, uno contro l’altro. Credo che questo evento sia incredibile non solo per la Famiglia Gasol ma anche per la famiglia NBA. Sono contento per loro, e sono felice di poter far parte di questa pagina storica della nostra lega”.

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