From chimps to champs

StevePeters_3060345
Steve Peters (teamsky.com)

Steve Peters, 60 anni, una somiglianza impressionante con Anthony Hopkins e James Ivory, è un signore che non ama apparire in tv o sui giornali, ma la sua figura è di fondamentale importanza nel mondo dello sport, un uomo di spicco, sempre in prima linea, solo che “lui non piglia tutto, ma fa pigliare tutto a chi ascolta i suoi consigli”.

Un matematico, che con il tempo si avvicina alla psichiatria, e applica i suoi studi allo sport, i giornali britannici lo definiscono “From chimps to champs”, il suo mantra è “la gestione mentale che precede e convive con certi traguardi della vita di ognuno di noi, ma in particolare nella vita degli sportivi, è uno scimpanzé, un chimp”.

Peters ha seguito molti atleti del ciclismo alle Olimpiadi di Londra, portando a casa, o meglio facendo vincere agli atleti, numerose medaglie: “Erano tutti consapevoli del fatto che le Olimpiadi li stavano terrorizzando: ma non sapevano come combattere questa paura e soprattutto come utilizzarla per vincere”.

Da qui molti atleti iniziano a chiedere aiuto e sostegno a Peters, la sua mansione è quella di “Head coach” o meglio “Brain coach”, perché come ricorda lo psicologo dello sport, è così che bisogno definirlo: “Si segna con la testa, ma soprattutto si vince con la testa”.

Ha aiutato diversi atleti a vincere l’ansia e la paura della competizione, a gestire questi momenti difficili, che fanno parte della carriera di uno sportivo. Imparare a superare queste fasi negative è fondamentale, non farsi abbattere o sottomettere dall’ansia, ma reagire sempre positivamente, affrontando i problemi e superandoli.

Lavora con il Liverpool, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, dopo un anno di collaborazione, anche grazie a Peters, la squadra sta lottando per vincere il campionato dopo ventiquattro anni, i consigli e il supporto del brain coach sono fondamentali: potenza e controllo, cervello e muscoli. Perché l’allenamento fisico è importante quanto quello mentale. Non serve a nulla essere forti in campo se poi non si sanno gestire le ansie della gara e del post competizione, se non si sanno controllare le emozioni. Ed è questo, e molto altro, che Peters e i diversi psicologi dello sport, insegnano agli atleti, rendendoli più forti.

 

                                                                                              Gaia Golfieri per Ment&Sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *