Genitori, pensate al viaggio non alla meta

(wikipedia.org)
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Nelle scorse settimane abbiamo analizzato il fenomeno del drop out, ovvero l’abbandono precoce dell’attività sportiva da parte dei ragazzi. Ma quali sono le cause di questa scelta? Sembra davvero un paradosso, ma i principali colpevoli di questo trend che sta caratterizzando il mondo dello sport, sono proprio coloro che per primi hanno fatto avvicinare i ragazzi ad uno sport: I genitori.

Come sono giunta a questa triste conclusione? In realtà basta andare a vedere una partita di calcio, di una piccola squadra, di un piccolo paese, dove i pulcini cercano di divertirsi e di fare del proprio meglio per raggiungere l’obiettivo del mitico goal. Ma non è nel campo che dobbiamo volgere il nostro sguardo bensì al di là della rete dove ci sono i genitori che urlano, insultano figli e avversari e riversano tutta la loro rabbia sugli arbitri. Eh si….purtroppo questi atteggiamenti sono all’ordine del giorno non solo tra le squadre di professionisti, ma anche tra chi si sta appena avvicinando ad uno sport.

I genitori spingono i figli solo alla vittoria ad ogni costo, stravolgendo il vero obiettivo dello sport, che è in prima battuta il sano e positivo divertimento e lo stare insieme crescendo in un ambiente di valori e amicizia. Ma non è questo che insegnano i genitori, no ciò che conta non è partecipare!! Bisogna arrivare in alto, subito, non importa se serve calpestare amici e sogni. Ansie, pressioni e soprattutto aspettative vengono caricare senza troppi sensi di colpa sulle spalle dei poveri ragazzi, che vorrebbero solo imparare a fare bene in uno sport e stare con i propri compagni di squadra, con cui si formerà un legame davvero speciale. Il risultato di tutto questo non è certo sfornare di campioni, urlare e spingere i ragazzi verso una strada che forse non è la loro o che comunque necessita di tempo e dedizione, porta solo ad un abbandono precoce dell’attività sportiva.

Lasciamo che i ragazzi sbaglino, perché dagli errori si impara e le sconfitte sono uno sprono a fare meglio, non una perdita personale. Chiunque faccia uno sport, con impegno e passione è un piccolo campione, non sono le vittorie a fare un atleta, è il cuore. Genitori siate orgogliosi del carattere e del cuore dei ragazzi, non guardate il risultato della partita o la gara, osservate la passione, l’amore che c’è in ogni gesto, è questo lo sport che aiuta a crescere e forma il carattere, non una vittoria e non una sconfitta. Diciamo una frase fatta, ma che calza a pennello “non conta la meta, conta come ci si arriva”.

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