Genitori: vincolo o risorsa per i giovani sportivi?

Mercoledì 1 Dicembre Mentesport, con la figura della Dott.ssa Maria Chiara Crippa, ha preso parte al programma televisivo “SiToday” sull’emittente SportItalia.  La trasmissione, dal titolo “Genitori, la rovina dei baby-calciatori”, ha trattato lo scottante tema dei genitori sugli spalti, padri e madri che urlano e inveiscono contro gli allenatori durante le partite di calcio dei propri bambini. Durante la diretta si è cercato di riflettere sulle cause di tali comportamenti attraverso una discussione che vedeva partecipi, oltre alla nostra psicologa, anche il responsabile del settore giovanile del Varese e un allenatore delle giovanili dell’Inter.

Sulla base degli spunti emersi da questa trasmissione televisiva desideriamo ragionare, in questo articolo, sulla figura genitoriale nel mondo dello sport giovanile: Genitori, vincolo o risorsa?

A questa domanda, alcuni allenatori e direttori sportivi rispondono con la frase: “Gli atleti dovrebbero essere tutti orfani!”. Una risposta provocatoria, a prima vista brutale, ma che pone in luce, nella sua crudezza, il problema del genitore che, seduto sugli spalti o a bordo strada ad assistere il figlio ciclista, perde il lume della razionalità e si trasforma in un vortice emozionale poco controllabile. D’altra parte, nel panorama sportivo italiano, è proprio grazie ai genitori che esiste lo sport giovanile e i bambini possono praticare l’attività sportiva. Genitori acrobati che, dopo la giornata lavorativa o nel mezzo di essa, portano il figlio al campo di atletica e la bambina nella palestra per fare ginnastica. Purtroppo il sistema scolastico italiano, se paragonato ad esempio a quello statunitense, contempla poco l’attività sportiva come parte integrante del percorso didattico, portando così il genitore a cercare nell’extra-scuola opportunità motorie per il proprio bambino, e per fortuna le trova, anzi ne trova molte.

A fronte di questa duplice valenza, che “farne di questi genitori”? 759647-campocalcioLa nostra risposta è supportarli, accompagnarli e formarli! Ragionare insieme a loro sul perché dei loro comportamenti: perché da docili ed educati genitori nella vita di tutti i giorni si trasformano in urlanti e maleducati supporter anti-sportivi durante le partite? È forse l’amore assolutamente giustificato per il proprio figlio che viene portato però all’eccesso e si trasforma in qualcosa che si ritorce contro il figlio stesso? Perchè è così importante la vittoria? Non è forse meglio riconoscere i miglioramenti del proprio bambino, l’impegno che ci mette nel gioco e la sua voglia di divertirsi? Oppure questi comportamenti sono espressione inconsapevole di una voglia silente ma forte del papà di essere al posto del proprio maschietto su quel bel campo sintetico? O che sia invece l’identificazione con il figlio, dove la partita persa, diventa anche un fallimento del genitore? Tanti gli interrogativi e le domande a cui bisognerebbe dare risposta per crescere una cultura del tifo genitoriale che sia sana, costruttiva ed educativa. Cari genitori, ricordatevi che per il figlio voi siete il modello, la fonte di ispirazione ed emulazione…siate perciò modelli di riferimento positivi!

Per concludere ecco un breve e sintetico elenco che vuole essere spunto di riflessione per tutti i genitori di figli sportivi:

  • Ama tuo figlio per quello che è, anche se le sue scelte sportive non coincidono con le tue!

  • Tuo figlio non appartiene a te, le sue esperienze non sono le tue…sii invece guida nella sua vita!

  • Compito dell’allenatore è allenare, del bambino è di giocare e del genitori è di applaudire e incitare positivamente

  • Non sgridarlo per gli errori commessi, ma riconosci i suoi miglioramenti (anche se piccoli) e invitalo a continuare a progredire

  • Fai fare esperienza dello spogliatoio a tuo figlio per fargli acquisire quell’autonomia indispensabile alla crescita!

  • Accetta che anche l’allenatore dia delle regole e insegni qualcosa a tuo figlio!

Di questo argomento ne abbiamo parlato anche nella sezione Aggiornamenti dal mondo dello sport (qui il link)

Ment&Sport

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