Questa settimana affrontiamo uno degli argomenti più delicati della psicologia dello sport: lo stress. Tutti noi, sportivi e non, abbiamo provato o proviamo stress. Potremmo dire che è uno degli argomenti preferiti nelle conversazioni quotidiane e, spesso, ci sentiamo sommersi dalla sua presenza. Innanzitutto, bisogna sfatare un mito: lo stress non è per forza negativo. Per questo motivo, è sempre meglio parlare di attivazione, termine che culturalmente non porta con sé un’accezione negativa, al contrario della parola “stress”. Esiste quindi un’attivazione positiva ed un’attivazione negativa: rispettivamente denominate eustress e distress. Parlare quindi di gestione dello stress significa parlare tanto di metodi volti alla sua riduzione, quanto di tecniche finalizzate al suo innalzamento. Una gestione efficace dello stress prevede infatti la capacità di portare i propri livelli di attivazione ad uno stato ottimale, fortemente soggettivo, che non sia né troppo basso (noia, apatia) né troppo alto (ansia, paura). Una volta imparato come lo stress non sia un nostro nemico ma, anzi, sia un importante alleato da gestire, ecco che è possibile applicare alcune tecniche specifiche, come ad esempio il self talk o la respirazione. Ma, prima di tutto ciò, è fondamentale un ultimo aspetto: una profonda consapevolezza di sé. Per essere in grado di gestire i nostri livelli di attivazione dobbiamo conoscerci molto bene. Dobbiamo sapere come reagiamo di fronte a determinati eventi, come ci relazioniamo con le nostre emozioni, cosa pensiamo e come ci comportiamo in specifiche situazioni. Senza una consapevolezza di sé sviluppata, le tecniche di cui parleremo tra poco diventano inutili, senza senso. Ma, una volta che si impara a conoscersi (processo costante durante tutto l’arco di vita), ecco che alcune tecniche di gestione dell’attivazione possono venire in nostro aiuto.

Prima fra tutte vi è la respirazione. Questa tecnica è finalizzata alla gestione delle nostre reazioni fisiologiche. Una respirazione diaframmatica aiuta il nostro corpo a ristabilire alcuni parametri fisiologici come la frequenza cardiaca e la sudorazione. Tale tecnica però, agendo prettamente a livello fisiologico, rischia di essere sterile se non viene affiancata da un lavoro di tipo cognitivo/emotivo. Veniamo dunque al self talk, tecnica psicologica finalizzata ad una corretta gestione dei pensieri. Un self talk efficace permette di abbassare o innalzare il nostro livello di attivazione, sulla base dell’obiettivo desiderato. La gestione dei pensieri si rifà ad alcune caratteristiche della nostra mente, come ad esempio la sua incapacità di leggere il negativo, portandoci a trasformare ogni pensiero dal negativo, appunto, al positivo (ad esempio, da non mollare tieni duro). Naturalmente, le caratteristiche che devono assumere i pensieri sono strettamente soggettive e si rifanno ad esperienze passate ed all’attivazione di specifiche emozioni.

Quanto visto in questo breve articolo serve come spunto per poter affermare, ancora una volta, che gestire lo stress è possibile! Serve per ribadire che non è un qualcosa che tanto prima o poi passerà, ma è un aspetto sul quale è necessario lavorare per poterlo portare a nostro vantaggio, in campo sportivo come nella nostra quotidianità.

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