Il futuro campione dei mari scopre sin da bambino la sua passione per la barca a vela.

A dispetto di quanto dicono i suoi documenti d’identità, Giovanni Soldini non vive molto sulla terra ferma lombarda, la pianura è troppo distante dal suo mondo. Da subito si sposta insieme alla famiglia a Firenze ed in seguito nella capitale. Appena compiuti sedici anni, compie per la prima volta la traversata transoceanica, è il 1982.

Non passano molti anni che Soldini vince la gara dell’Atlantic Rally for Cruisers, cioè la regata per imbarcazioni da crociera. Questa competizione è l’inizio della sua ascesa verso il velismo internazionale; lo sportivo, nell’arco di una decina d’anni, porterà questo sport nelle televisioni delle case rendendolo sempre più popolare, da unico appannaggio di appassionati quale era.

Campione del mondo, non solo per il record

La vittoria che gli dà la notorietà che merita è il terzo posto della Baule-Dakar. La sua prima, la sua grande impresa in solitaria. A questa seguono numerosi successi ed ulteriori gesta dello sportivo, ma l’impresa arriva nel 1999, quando Soldini decide di partecipare all’Around Alone: il giro del mondo per velisti. Il 3 marzo di quell’anno, all’alba, giornalisti, fotografi e centinaia di persone sui moli assistono all’arrivo di FILA, ossia il 60 piedi di Giovanni Soldini, il quale taglia il traguardo vittoriosamente. Il velista lombardo è campione del mondo, ma lo è maggiormente per l’impresa condotta durante la traversata: Soldini salva la collega Isabelle Autissier, che si era ritrova ribaltata in pieno Oceano Pacifico a causa di una tempesta. Isabelle comunica via radio l’incidente avvenuto, ma la sua posizione è distante da qualsiasi intervento di salvataggio per via delle condizioni meteorologiche. Giovanni Soldini inverte dunque la rotta e torna indietro a cercare l’imbarcazione rovesciata nell’oceano e la trova.

Nel 2004, Carlo Azeglio Ciampi nomina il campione Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. Nemmeno questo titolo fa cullare Soldini sugli allori, il velista prosegue la scia di successi. Nel 2007 si aggiudica la Transat Jacques Vabre e l’anno seguente trionfa alla The Artemis Transat.

Per confermare ulteriormente il suo coraggio e la sua personalità, nel giorno della Liberazione del 2011, lo skipper salpa verso New York. Alle 11.50 del 1 febbraio 2012, Soldini con il suo equipaggio salpa da Cadice alla volta di San Salvador, alle Bahamas. L’intento è quello di battere il primo di tre record che sono gli obiettivi della sua stagione, come la Miami-New York e la New-York-Cape Lizard.

Lavoro di squadra e successo

L’ultima impresa è di poco tempo fa, in  36 giorni, 2 ore, 37 minuti e 2 secondi, cinque giorni meno del primato precedente, completa la Hong-Kong-Londra. Il suo ultimo arrivo è stato un tripudio, il lavoro di squadra ormai ha, anche per lui, un’importanza strategica: Siamo super felici ma anche stanchi – ha detto il velista allo sbarco – Le ultime 48 ore sono state molto toste. Nella Manica di bolina con tanto vento, tanto mare e un freddo tremendo. Il record è andato benissimo, siamo molto contenti della nostra rotta. La parte più difficile è stata l’ultima: con condizioni meteo più favorevoli in Atlantico avremmo potuto guadagnare altri 3 o 4 giorni, ma va bene così. Anzi non poteva andare meglio, tecnicamente la barca è perfetta. Dall’ultimo cantiere, abbiamo fatto 19.000 miglia ed è tutto a posto, sicuramente c’è il lavoro di preparazione del team. Un ottimo equipaggio.

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