Per affrontare al meglio le ultime settimane del Giro d’Italia ci vogliono gambe e testa.

E’ appena partita la seconda settimana della “corsa rosa”, edizione 101. Il Giro d’Italia, così come le altre grandi corse a tappe, dura tre settimane durante le quali lo sforzo fisico e mentale per i ciclisti risulta essere davvero importante. Gare a cronometro, volate velocissime, moltissimi km di strada ogni giorno, ma soprattutto salite terribili.

Come fare a rimanere lucidi e competitivi in questa corsa così impegnativa? Semplice: occorre avere “testa, cuore e gambe”.

La forza della testa (oltre alle gambe!)

Non basta, quindi, “andar forte” in bici per arrivare fino alla fine di questa grande competizione. E’ soprattutto la testa ad essere fondamentale. In particolare quando iniziano le montagne e le salite più dure: in quel momento, davanti ad ascese impervie e con la fatica che si fa sentire, il ciclista che sa mantenere i nervi saldi ha ottime chance di portare a termine la corsa e di arrivare a Roma (dove il prossimo 27 maggio si concluderà il Giro ndr.). Potrà forse perdere qualche secondo in classifica, e magari subire un distacco, ma grazie alla forza mentale non si farà vincere dalla stanchezza e da possibili ‘giornate no’ concludendo così le tre settimane. E magari conquistando la maglia rosa.

La mente come elemento “chiave” in uno sport di fatica

In uno sport di fatica come il ciclismo, dove le gambe devono macinare tantissimi km ogni tappa, gioca però un ruolo chiave anche la mente. Ci vuole infatti un’impostazione rigorosa, razionale, e non bisogna farsi prendere dall’ansia di non farcela. I ciclisti che partecipano al Giro d’Italia sono dei professionisti e questo problema non dovrebbero correrlo. Ma “mai dire mai” in una grande corsa a tappe: nelle ultime due settimane del Giro d’Italia, caratterizzate da grandi salite ma anche da tappe veloci e da insidie ogni km, la fatica si fa sentire. E può diventare devastante se non si possiede una grande forza mentale. Pensiamo al ciclista che, appena si accinge ad affrontare una salita nelle tappe alpine (sabato 19 maggio c’è il “terribile” Zoncolan), guarda dal basso in alto le grandi montagne verso la vetta: lì ci vuole una mente forte, occorre grande calma e concentrazione.

Chi si giocherà la vittoria finale?

Arrivati perfettamente a metà della “corsa rosa”, le ultime due settimane saranno decisive per stabilire chi potrà giocarsi la vittoria finale e la conquista della magica maglia rosa. Al momento guida la classifica generale il britannico Simon Yates che sta dimostrando grande grinta, ma anche lucidità. La maglia rosa se la giocheranno quei ciclisti (tra gli altri, da italiani, ci auguriamo un ritorno nelle prime posizioni della nostra punta di diamante Fabio Aru) che, oltre a gambe forti, dimostreranno pertanto di avere mente lucida. E’ stato così nelle edizioni passate e sarà così anche quest’anno. Il talento, quindi, potrebbe non bastare.

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