Gli italiani fanno Sport?

Cresce il numero di chi pratica sport in modo regolare nonostante gli investimenti nel settore stentino a decollare; è questo lo scenario che emerge dal rapporto annuale ‘Noi Italia’ pubblicato dall’ Istat.

I dati dell’ istituto di statistica offrono un autorevole spaccato sullo stato attuale del movimento sportivo nel nostro paese: secondo lo studio il numero degli italiani che svolge attività sportive con continuità e’ salito nel 2014, passando al 23% dal 21,5% registrato nell’anno precedente.

Si tratta di un trend positivo che va a confermare la crescente voglia di sport che si respira sul territorio nazionale.

Un’ analisi più approfondita dei dati Istat rivela però un allarmante divario tra nord e sud del paese: infatti, mentre nelle regioni settentrionali il 26% della popolazione ha dichiarato di praticare sport regolarmente, nel Mezzogiorno non si va oltre il 16%.

 

(istat.it)
(istat.it)

 

E’ sintomo di una diversa attenzione al mondo dello sport che si riflette anche negli investimenti concreti effettuati.

Sul sito openbilanci.it si possono mettere a confronto le spese sostenute dai comuni per l’erogazione di servizi sportivi. Prendendo in considerazione solo le grandi città, Trieste si aggiudica la medaglia d’oro con una spesa media di €62 per ogni cittadino, seguita da Torino con €34 e Firenze con €31.

Tra le ultime della classe troviamo invece Napoli (€6), Roma (€4) con Palermo, dove vengono spesi poco più di €2 a testa per attività sportive, come fanalino di coda.

Dati che fanno riflettere e dovrebbero portare a dirottare gli investimenti alla base del movimento dove più c’è ne bisogno.

Un concetto già sottolineato dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, qualche mese fa. “Oggi più che mai parlare di pratica sportiva per il Coni è imprescindibile. Se non affrontiamo subito questo tema rischiamo di non avere più un Coni in futuro,” diceva Malagò in occasione di un dibattito sui valori sociali dello sport: “Anche le eccellenze sportive, che pure oggi ci sono, dimostrano che potremmo fare molto di più se ci impegnassimo ad investire sulla base.”

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