Gli uomini immortali, Enzo Ferrari

Il prossimo ruolo che dovrà interpretare Robert De Niro é quello di Enzo Anselmo Ferrari, fondatore dell’omonima casa automobilistica Ferrari. L’attore di Hollywood ha rilasciato un’intervista al messaggero dove sottolinea quale onore sia raccontare la vita di un uomo che ha fatto la storia dei motori. É sempre bello e stimolante poter leggere la storia di qualcuno che la storia l’ha proprio fatta, e pensare che queste persone sono immortali, il loro nome ci sará per sempre. Inoltre é bello anche prendere spunto e imparare da campioni, imprenditori o altri lavoratori che nel loro piccolo ( o grande) hanno lasciato una traccia.
Vediamo ora brevemente la storia di
Enzo Ferrari nasce a Modena nel 1898, per quanto all’anagrafe risulti registrato il 20 febbraio la sua vera data di nascita é il 18 Febbraio. Questo a causa di una nevicata che impedí al padre di registrarlo.(storia ancora discussa in quanto quel giorno pare non nevicasse).
Il padre Alfredo e la madre Adalgisa avevano giá avuto un figlio, il fratello maggiore di Enzo Alfredo Junior. Enzo non vantava un rendimento scolastico ottimo, anzi da quel che dice lui stesso era piuttosto scarso, però allo studio non sostituiva il “dolce far niente” ma invece si dedicava ad ore di lavoro nell’officina del padre. Fin da giovane quindi Enzo entra a contatto con i motori ed il loro mondo, portando avanti uno dei suoi sogni, diventare pilota automobilistico.
Purtroppo il 1915 non parte nel migliore dei modi. Con la morte del padre per polmonite e la morte del fratello partito l’anno successivo per la guerra per Enzo incomincia un periodo difficile. Prima di essere chiamato alle armi Enzo, allora appena maggiorenne, trova un posto come istruttore all’officina dei pompieri di Modena. Li venivano praticati dei corsi per istruire gli operai da usare in altre industrie. Ma nel 1917 la chiamata arriva ed Enzo viene arruolato nel Regio Esercito nel terzo Reggimento d’artiglieria alpina. Successivamente viene congedato per un infiammazione grave, una pleurite. Dopo essere uscito incolume dalla sezione “incurabili” del nosocomio di Bologna Enzo si presenta, sotto raccomandazione del comandante del suo corpo, alla FIAT dove peró viene scartato. Ma il Ferrari non si lascia sconfortare e trova lavoro presso la Carrozzeria Giovannoni di Torino. Il suo compito consisteva in una parte di lavoro d’officina è una parte da collaudatore. Diventa così un ottimo Guidatore. Il lavoro peró era poco, ed Enzo decide di cambiare lavoro, così nel 1919 viene assunto alla CMN, un impresa meccanica milanese dove conobbe un amico, Ugo Sivocci. La prima competizione rilevante di Ferrari fu la X targa Florio, nella quale non ebbe grande successo per cause esterne.
Nel 1920 inizia a correre con l’Alfa Romeo e nel 1923 vince la prima edizione del gran premio del circuito di Savio. Ed è in questo momento che la madre di Francesco Baracca gli consegna il simbolo che l’aviatore aveva sulla carlinga, un cavallino rampante. Nel 1924 Enzo epartecipa alla fondazione del giornale bolognese “corriere dello sport” e fino al 1926 rimane consigliere delegato.
In questo stesso anno vince la coppa Acerbo a Pescara. A fine stagione però Ferrari deve abbondano reggono attivitá per malattia, ma nel 1929 riprendendosi fonda la squadra corse a Milano dell’Alfa Romeo.
Brevemente questa é la sua storia, Enzo parteciperá a molte gare come pilota ed avrá anche un figlio, ma quello che possiamo vedere da questa storia é come da una parte una passione nasce da subito, da quando si é piccoli, e la si porta dentro il cuore per sempre. Non che una passione non possa nascere dopo, ma chi fa strada ha sempre alle spalle ore e ore di lavoro. Dall’altra parte come anche dopo molte sconfitte non dobbiamo smettere di rialzarci perché la nostra strada é li bisogna solo perseverare.

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