Gruppi di genitori dallo psicologo? Ecco perchè!

ratcliffe-college.co.uk
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Genitori che urlano sulle tribune; padri che inveiscono contro gli arbitri; madri che insultano gli avversari; allenatori che tengono a bada gli spalti mentre cercano, invano, di svolgere il proprio compito; figli che piangono o che si infilano il viso sotto la maglia dall’imbarazzo che provano. Insomma, andare a una partita è come andare in uno zoo dove gli animali sono impazziti! Così descritti i genitori sembrano essere un vero problema, ma ne siamo proprio sicuri? Indubbiamente certi comportamenti a cui si assiste sugli spalti sono inaccettabili, ma ricordiamoci che senza genitori non ci sarebbero piccoli sportivi che riempiono i campetti! Quindi proviamo a vedere le famiglie come una risorsa e per fare questo lo psicologo può dare un preziosissimo contributo. Vediamo come! 

1- Investire sulla formazione! 

Care società sportive, se volete fare dei genitori una risorsa… offrite loro la possibilità di formarsi. I genitori vanno educati a vivere l’esperienza sportiva del proprio figlio! Come? Attraverso incontri di psico-educazione in cui si spiegano loro le ripercussioni che certi comportamenti hanno sul ragazzo. È strano da dire ma quelle azioni che vediamo sugli spalti che di educativo hanno ben poco, trovano origine in meccanismi inconsapevoli che scattano alla luce di quell’amore talmente grande che i genitori provano per il proprio figlio. Accompagnare i genitori a comprendere tali meccanismi è il primo passo per aiutarli a cambiare atteggiamento!

2- Dare il proprio contributo!

Cari genitori, a volte limitarsi ad accompagnare il proprio figlio all’allenamento e passare ore ad osservarlo mentre gioca può diventare un “peso” perché si vive passivamente un’esperienza affascinante e coinvolgente. Perché allora non darsi da fare preparando un bel thermos di the caldo da far bere alla squadra dopo la gara? Perché non rendersi utile nell’organizzare i trasporti durante le trasferte? Perché non impegnarsi nell’organizzazione di feste o ricorrenze? In questo modo avrete un ruolo ben definito all’interno della società sportiva, ruolo non tecnico ma fondamentale, di cui dirigenti, allenatori, atleti e vostro figlio vi saranno ben grati!

3- Basta ansia!

Fare il genitore non è semplice, ancora di meno quando si assiste alla prestazione sportiva del proprio figlio. Cari genitori, ammettetelo che siete più in ansia voi che il “vostro” sportivo! Pensate poi che trasmettete questa agitazione a vostro figlio che, contrariamente, sta cercando in voi una rassicurazione per le sue preoccupazioni in vista della gara. Allora ecco che lo psicologo può essere per voi un valido aiuto per vivere con serenità e gioia le esperienze sportive di vostro figlio. Imparare a gestire l’ansia, a supportare in modo positivo, ad accogliere nei modi giusti la tristezza del ragazzo dopo una sua sconfitta, aiutarlo a motivarsi quando l’unico desiderio è quello di mollare, etc… Lo psicologo può essere per voi una vera risorsa! “Sfruttatelo”!

Ment&Sport

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