La figura del gregario nello sport…e nella vita!

Nel 1936, per la prima volta, la Gazzetta dello Sport scrisse di un gregario, questa figura, che fino ad allora era stata nell’ombra ma aveva permesso a grandi campioni di vincere le corse più importanti a livello mondiale, viene messa allo scoperto e ne viene riconosciuto il valore e l’importanza.

Da qui in poi la figura del gregario si affianca sempre al nome del leader, con un legame indissolubile sia dal punto di vista mentale che sportivo.

Dal greco la parola gregario significa “appartenente al gregge” che a sua volta sta ad indicare un soldato non graduato.

Questa definizione calza a pennello il ruolo del gregario nel ciclismo, un corridore professionista che aiuta il capitano della squadra e lo guida alla vittoria. In una corsa il ruolo del gregario non è solo quello di “tirare” il leader in caso di volata o di facilitarne la pedalata in situazioni difficili, ma anche quello di fare da tramite con l’ammiraglia e nella malaugurata ipotesi che il leader abbia problemi con la bici, offrire la propria e ritirarsi così dalla corsa. Come li definisce Reed nel suo libro, i gregari sono dei “magnifici perdenti”.

È successo poi nella storia che alcuni gregari diventassero a loro volta leader: Indurain, Bettini, Ullrich, Froome e Scarponi, sono solo alcuni esempi.

 

Ma da cosa si distingue un gregario da un leader?

In generale possiamo affermare che la differenze principale tra gregario e leader sta nell’ambizione e nella voglia di emergere.

– il LEADER prende l’iniziativa più opportuna per raggiungere il traguardo e per fare ciò si mette alla ricerca di gregari che lo aiutino.

– il GREGARIO invece sente il bisogno di trovare un leader che lo guidi, lo protegga e gli dia sicurezza. Il leader è un figura chiave per il gregario che non sarà mai contraddetta ma sempre assecondata in un legame di completa “sudditanza”.

Da queste differenze si capisce bene come i gregari illustri sopra citati sono molto probabilmente sempre stati dei leader, e il ruolo assegnatogli ad inizio carriera era dovuto solamente all’inesperienza e alla gavetta.

Nello sport, come nel lavoro e nella vita, chi nasce gregario rimane gregario e chi nasce leader lo è fin dall’inizio. Entrambe le figure sono fondamentali nel raggiungimento del risultato, con un legame di interdipendenza tale che l’unica causa che può far allontanare il gregario dal proprio leader è l’abbandono delle scene da parte di quest’ultimo. Solo in questo caso il gregario potrà “tradire” il proprio leader e affidarsi ad un altro.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *