I limiti sono fatti per essere raggiunti…. e superati?

Fino a che punto possiamo arrivare? Qual è, e soprattutto c’è un limite massimo oltre il quale non possiamo andare?

Nel mondo dello sport ogni anno vengono battuti molti record, e negli anni successivi questi vengono superati, ma ci sarà mai una fine? Beh… speriamo di no!

Lo sport si basa su un’ autorealizzazione di sè stessi al fine di battere, innanzitutto, i propri limiti e poi quelli mondiali. Come potrebbe esserci un limite? Se pensiamo alle evoluzioni dello sport negli anni vediamo solo evoluzione, e ci sarà sempre chi vorrà fare meglio.

Un parere contrario però arriva da Enrico di Prampero, biomedico e docente di fisiologia umana all’Università degli studi di Udine. Secondo il docente i margini di miglioramento si stanno riducendo sempre più in quanto ci stiamo avvicinando ad un limite fisiologico oltre il quale l’uomo non può andare. Prampero è arrivato addirittura a stimare un probabile lasso di tempo nel quale questi limiti verranno raggiunti. Questo periodo ipotetico sta tra il 2187 e il 2254. Altri teorici non sono d’accordo, secondo loro il limite avverrà tra il 2020 e il 2060 un futuro davvero prossimo.

Pensiamo ad un futuro dove non sarà possibile spingere il proprio corpo più in la di quello che già è stato fatto, sembrerebbe quasi una sconfitta in partenza. Oppure il nuovo record sarà non più chi fa il tempo migliore, ma l’arrivo al top, al massimo punteggio possibile. E vi saranno categorie dei top, quelli che arriveranno al tetto massimo e categorie sempre più basse, così che non ci sarà un campione sopra gli altri, ma tanti campioni che arriveranno al massimo possibile. Comunque una bella soddisfazione. Ma basta vaneggiare ora, torniamo ai fatti reali.

Il corpo è stato allenato fisicamente da sempre a raggiungere il massimo, e negli anni è stata integrata anche la parte psicologica che risultava essere sfruttata al 75% nel passato e ora risulta essere sfruttata al 99%. Insomma c’è davvero poco ancora da migliorare. Ma magari come la psicologia, che inizialmente non era integrata all’attività sportiva, troveremo nuove discipline da affiancare all’attività fisica nello sport. Siamo tornati a pensieri poco concreti, ma d’altronde è un argomento poco concreto.

Il mio parere personale è che non ci sarà mai un limite. Il bisogno dell’uomo è l’autorealizzazione (uno stato di appagamento in cui le persone realizzano il loro potenziale più alto ognuno in un proprio modo) e non vi sarà mai limite a questo, non posso pensare che un giorno qualcuno si arrenderà, perché non è nella nostra natura, lotteremo fino alla fine stringendo i denti e non ci sarà limite fisiologico che ci impedirà di raggiungere quello che davvero desideriamo.

 

 

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