I primi dubbi, la febbre e il portoghese

La settimana appena trascorsa porta con sé più ombre che luci, il mio imperturbabile ottimismo è attaccato dai dubbi relativi al camper che ancora non trovo e che mi vede costretto a pensare ad un piano B, senza snaturare la vera essenza della Sfida: arrivare a Soverato.d3

Pure l’influenza si intromette nel quotidiano allenamento e quindi rimango al palo buttandomi sul pc per sistemare particolari che ancora mancano al mio programma.

Un influenza un po’ subdola, anche se devo sempre muovermi in un equilibrio particolare considerando le mie difese immunitarie non sempre al 100%. Sarà stata colpa del mio comportamento durante l’allenamento di domenica scorsa, per la prima volta mi sono letteralmente buttato in mezzo ad una gara (una Granfondo nelle mie zone facendo quello che, in gergo, si dice “fare il portoghese”) anche se senza volerlo.
Sì insomma, senza passare dal profumato salasso dell’iscrizione e mettendo nelle gambe 150 km con 1600 metri di dislivello. Ho fatto pure sosta ad un ristoro approfittando di una crostata e una bibita energetica apostrofato dalla signora come: “và che bel portoghese!” … cosa ho risposto? “claro che si… obrigado”

 

 

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