I record sono fatti per essere infranti

I record sono fatti per essere infranti. I campioni dello sport (oserei dire i miti) ci lasciano una sfida, fare meglio di loro, superarli in bravura e nei record che si sono lasciati dietro di loro prima di abbandonare il mondo dello sport.

È proprio questo il risultato ottenuto da Kobe Bryant. Il giocatore dei Lakers nella scorsa sfida contro il Minnesota (dove hanno vinto per cento a novantaquattro con ben ventisei punti di Bryant) segna il punto che lo porta a quota 32.393 punti in carriera, superando così Michael Jordan e prendendosi il terzo posto nella classifica dei migliori realizzatori NBA.

Che soddisfazione! Tutti in campo lo sanno e glielo riconoscono tanto che non solo i suoi compagni vanno ad abbracciarlo, ma anche gli avversari. È un momento in cui la sfida non conta, siamo tutti “compagni”, e la sfida è vivere al meglio ottenendo i migliori risultati nello sport che più ci appassiona, nel nostro sport. Direi che Bryant ce l’ha fatta. Riuscire a sorpassare un campione del basket conosciuto da tutti, anche da chi non segue questo sport deve essere una delle soddisfazioni più grandi nella vita di un giocatore.

Ma come comincia un campione la sua carriera? Proviamo a ripercorrere brevemente la sua storia.

La sua vita sportiva comincia in Italia quando inizia a giocare a Basket.

Nel momento in cui torna in America, iscrittosi alla scuola superiore, inizia a farsi conoscere e vince il titolo statale addirittura riuscendo anche a battere il suo primo record. 2883 punti, il migliore del quadriennio liceale della sua zona. All’età di diciotto anni entra a far parte del mondo dei professionisti. Scelto da Charlotte Hornets, viene poi ceduto ai Lakers.

Nella sua prima stagione totalizza una media di 7,6 punti a partita.

Insomma… ha saputo fin dall’inizio guadagnandosi spazio nel mondo dello sport, prendendosi anche il posto in nazionale.

Un percorso che non è da tutti, e come al solito ci chiediamo quindi, chi è un campione? Come si diventa campioni? Bryant ci insegna che per esserlo ci vuole costanza fin dall’inizio, tanto allenamento e un obiettivo, un obiettivo da raggiungere e superare.

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